Xylella, dagli innesti ai campi sperimentali, ecco il piano operativo di Coldiretti Lecce per salvare l’olivicoltura del Salento

Buone pratiche agricole, possibilità di impianto di ulivi nell’area infetta, innesti per tentare di salvare gli alberi secolari. Coldiretti Lecce lancia un piano di 10 azioni sindacali da mettere immediatamente in campo per provare ad arginare e a contrastare Xylella fastidiosa.
Ecco il programma suddiviso in 10 priorità, stilato al termine di un consiglio direttivo monotematico organizzato nei giorni scorsi nella sede di Coldiretti Lecce, e allargato agli olivicoltori del Salento.
Avvio immediato della campagna “InnestiAMOli” per il salvataggio di 5mila piante monumentali, attraverso la procedura degli innesti, che, ad oggi, appare l’unica pratica che possa dare una speranza di sopravvivenza ad un bene comune unico ed irripetibile e di valore inestimabile.
2) Concretizzazione del “Laboratorio sperimentale a cielo aperto” attraverso convenzioni con Istituti di ricerca, Università, Crfsa e Cnr per l’avvio di campi sperimentali in cui testare tutte le varietà di olivo al fine di individuare quelle resistenti o tolleranti a Xylella, con coinvolgimento di tutte le collezioni mondiali di germoplasma olivicolo.
3) Diffusione ed intensificazione delle attività di “Buone pratiche agronomiche” per abbattere la popolazione dell’insetto vettore.
4) Cancellazione del “Divieto di impianto” di ulivi ed altre piante ospiti nell’area infetta.
5) Rimodulazione del Piano di Sviluppo Rurale nell’ottica di un approccio sistematico all’intera filiera olivicola (aziende agricole, frantoi) nelle aree colpite da Xylella fastidiosa.
6) Nell’ambito delle misure del Piano di sviluppo rurale (Psr): avvio della misura relativa agli investimenti finalizzati alla incentivazione delle buone pratiche agronomiche per la prevenzione della diffusione del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa.
7) Sempre attraverso il Piano di Sviluppo Rurale: sostegno al ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturale, con possibilità di diversificazioni autoctone ed eventuale rinaturalizzazione o forestazione di aree non più produttive.
8) Attivazione della misura 16 del Piano di Sviluppo Rurale per costituire un gruppo operativo con finalità di partecipazione al partenariato europeo per l’innovazione, che abbia a tema la ricerca di una terapia vincente e definitiva che possa debellare il patogeno Xylella fastidiosa.
9) Attivazione di un network internazionale di studio, con il coinvolgimento di prestigiosi nomi nelle materie dell’ambiente, del paesaggio, della economia agraria e delle dinamiche socioeconomiche, che, partendo dalla ricognizione della realtà attuale delle aree dove il fenomeno del disseccamento è comparso per la prima volta, possa contribuire alla definizione di linee di studio e all’attivazione di una discussione sul futuro agricolo di quei territori.
10) Attivazione di politiche di valorizzazione e promozione dell’olio extravergine di olivo del Salento attraverso concorsi nazionali, carta degli oli e manifestazioni ad hoc, con il coinvolgimento e l’impegno di tutti gli attori politici, economici e sociali.
“E’ questa la road map scaturita dall’incontro costante con i nostri coltivatori associati – dice il direttore di Coldiretti Lecce, Giuseppe Brillante – e dal confronto sereno e pressante che abbiamo costruito con i referenti della ricerca scientifica che si sono succeduti nei seminari di approfondimento organizzati presso la nostra sede di Coldiretti Lecce”.
“Durante questo percorso speriamo di incontrare la sensibilità di tutti anche del sistema politico locale – prosegue Brillante – che deve affrontare questa drammatica situazione con un approccio attivo, di ascolto ma anche di scelte di campo, per fornire risposte alle migliaia di imprese agricole che sono impossibilitate a coltivare e quindi a produrre”. “Il mondo agricolo, da sempre consapevole del rapporto qualificante tra produzioni agroalimentari ed unicità di questo territorio – dice il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno – è conscio della gravità della situazione ma pone enorme fiducia sulle capacità innovative dei ricercatori italiani che oltre a dover essere sostenuti devono ritrovare nei vari sistemi universitari ed istituti scientifici la necessaria sinergia, indispensabile per salvare l’economia agraria ed il paesaggio incantevole del Salento”.
16 aprile 2016
ufficio stampa Coldiretti Lecce: Daniela Pastore

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