UNIONI CIVILI, M5S A MAZZARANO: “DDL MINATO DALLE SPACCATURE INTERNE AL PD. M5S E SEL COMPATTI SUL SÌ”

Mazzarano non faccia lo gnorri sulle unioni civili:  o cerca di prendere in giro i cittadini pugliesi sottovalutandone l’intelligenza o non è informato su quanto sta accadendo in Senato, in entrambi i casi la verità è fin troppo cristallina: al momento gli unici compatti sul Sì al ddl Cirinnà sono M5S e SEL, mentre il PD, come spesso accade, si spacca sulle sue stesse proposte; se così non fosse infatti, non avrebbe certo bisogno dei voti di altri gruppi politici. Evidentemente il capogruppo PD ha dovuto, su richiesta dei capi di partito, ripetere a pappagallo le stesse menzogne che stanno diffondendo a livello nazionale, per evitare che tutto il Paese scopra che i veri tentativi di affossamento del DDL Cirinnà stanno arrivando dall’interno del PD stesso. A questo punto tocca a noi consiglieri regionali M5S riportare alla verità dei fatti: in Senato il M5S supporta da più di un anno e mezzo un ddl per portare l’Italia al passo con gli altri “Paesi civili” in tema di diritti delle coppie omosessuali. Non a caso il M5S non ha presentato neanche UN emendamento al DDL Cirinnà. Purtroppo invece, nel PD ci sono forti divisioni interne sul tema, tanto che per evitare il voto singolo degli emendamenti che farebbe emergere tutte queste spaccature, il senatore renziano Marcucci (PD) ha ben pensato di proporre il cosiddetto “canguro”, un sistema antidemocratico oltre che incostituzionale che permetterebbe di saltare a piè pari la discussione di tutti gli emendamenti, una pratica contro la quale noi ci siamo sempre opposti: in parlamento, così come in consiglio regionale, si deve poter lavorare e dibattere democraticamente anche se questo termine non è troppo amato dagli esponenti del Partito Democratico sia nazionali che locali. Gli emendamenti ad oggi tra l’altro sarebbero pochi, votabili in pochi giorni e il ddl, se il PD lo permetterà, arriverebbe comunque in porto. I nostri senatori hanno addirittura chiesto di iniziare a votare immediatamente mentre proprio il PD si è opposto rinviando tutto evidentemente per poter affrontare le proprie divisioni interne. Insomma leggendo il comunicato fuori dal tempo di Mazzarano ridiamo per non piangere. Gli esponenti del Partito Democratico per una buona volta la smettano di raccontare balle soprattutto a chi lotta per vedersi riconosciuti i propri diritti, piuttosto si prendano le proprie responsabilità e speriamo che questo Paese possa davvero con o senza di loro raggiungere quei livelli di civiltà tanto agognati da tutti noi.
19 febbraio 2016

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