UNDICI CANI SEVIZIATI E TENUTI IN STATO DI MALNUTRIZIONE. DENUNCIATO IL PROPRIETARIO

Un agente in servizio alla Sezione Volanti ha notato su youtube un video che riprendeva un uomo che, all’interno di un cortile recintato effettuava dei maltrattamenti su alcuni cani.
Il video appariva raccapricciante per la brutalità con la quale quei poveri animali venivano picchiati e maltrattati. Il cortile, recintato con filo spinato era pieno di spazzatura e bottiglie di plastica, nonché di escrementi dei cani stessi.
L’uomo, che aveva legato alcune corde ad un palo centrale, prendeva a turno uno dei cani che si trovavano nel cortile e dopo averli sollevati li lanciava per terra legandoli infine ad una catena. In altre riprese dello stesso video si vedeva tale soggetto picchiare i cani con la mazza di una scopa e con dei pugni sul cranio. Peraltro il cortile era disseminato di bastoni spezzati.
Il video aveva destato un certo scalpore e, considerato che colui che lo aveva postato aveva inserito anche l’indirizzo del luogo dove era stata effettuata quella ripresa, molti cittadini leccesi si stavano organizzando per recarsi sul posto e liberare quegli animali, dando anche “una lezione” all’autore dei maltrattamenti.
Gli operatori della Sezione Volanti riconoscevano nel filmato un quarantaquattrenne a loro noto per una lunga serie di precedenti che andavano dal danneggiamento, ai reati contro il patrimonio, agli stupefacenti e si recavano immediatamente all’indirizzo indicato sui commenti al filmato, nelle campagne di San Ligorio dove accertavano che l’autore dei maltrattamenti, che viveva insieme alla propria famiglia, aveva recintato una parte del giardino da destinare ai cani. La rete di ferro, in alcuni punti spezzata, aveva anche impigliato uno degli animali che, agli occhi degli operatori apparivano spaventati, malnutriti e sporchi.
Veniva immediatamente richiesto l’intervento del veterinario dell’ASL per la constatazione dello stato di salute degli undici cani che sono stati poi affidati al canile comunale.
Nel cortile è stato ritrovato anche un piccione con un’ ala spezzata.
Alla richiesta degli agenti di comprendere i motivi del maltrattamento, l’autore del reato si è giustificato dicendo che intendeva solo educarli, poiché avevano l’abitudine di mangiare propri escrementi. Circostanza abbastanza verosimile dal momento che nel recinto non è stato trovato cibo.

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