Un processo di riorganizzazione delle strutture amministrative vecchio ed improvvisato quello varato in questi giorni dalla nuova Amministrazione del Comune di Nardò

Di Gregorio Dell’Anna, 25 agosto 2016
Il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione della macchina amministrativa di un Comune non passa  attraverso un improvvisato processo di riorganizzazione dell’apparato ma sul recupero, la valorizzazione e la riqualificazione delle risorse umane esistenti e sull’utilizzo strategico degli strumenti disponibili. La riorganizzazione degli uffici e delle risorse umane nel suo complesso deve essere orientata e finalizzata ad elevare la qualità del risultato dell’azione amministrativa, a migliorare i processi produttivi ed a facilitare  il rapporto con la cittadinanza utente. Alla luce dei numerosi processi di cambiamento in atto nel Paese l’azione della macchina amministrativa del Comune di Nardò deve incidere sugli aspetti gestionali, organizzativi, contabili, finanziari e sul rapporto  con i dipendenti ed i cittadini se non si vuole che la Città  rimanga cristallizzata e vincolata a vecchi modelli e quindi non in grado di produrre miglioramenti, garantire equità economica e sociale, dare sostanza ai diritti formali, fornire risposte soddisfacenti alle diverse esigenze della collettività. Il processo di cambiamento deve essere capace di realizzare un’azione pubblica non più strutturata sul conformismo procedurale, aumentando e spostando dirigenti e dotando gli uffici di più unità,  ma operando in termini di efficacia. E’ strategico  puntare al risultato, realizzare  un salto di qualità attraverso l’attivazione di un processo gestionale il cui obiettivo principale deve essere quello di garantire la soddisfazione della collettività. Per realizzare tale processo di cambiamento devono essere intraprese azioni innovative capaci di assicurare una maggiore flessibilità lavorativa attraverso l’introduzione di criteri di gestione simili a quelli delle aziende, la promozione delle competenze interne, l’adozione di nuove modalità di erogazione dei servizi di pubblica utilità, l’utilizzo delle tecnologie informatiche, l’introduzione di strumenti e sistemi evoluti di misurazione e valutazione dei risultati, l’introduzione di processi di competizione. Per gestire dinamicamente ed in tempo reale  l’innovazione gestionale  sia al proprio interno che nelle relazioni esterne e con i cittadini il nuovo modello di governance deve rispondere al principio della qualità nella soddisfazione dei bisogni della collettività, nella capacità di fare sistema tra poteri, funzioni formali ed azioni di governo della Città. E purtroppo nulla di tutto ciò si scorge nelle delibere varate in questi giorni dalla nuova Giunta Municipale.

 

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