TArPare il gasdotto conviene? Il “corridoio” delle sponsorizzazioni, delle polemiche e delle accuse di Lucia Accoto

Questa sembra essere una storia d’attacco. Non solo. È anche una storia d’attracco. Meglio: di approdo. Eppure, non si vede ancora “l’anello mancante” che dovrebbe congiungere l’inizio alla fine. Tutto inizia con il percorso del gasdotto Tap che, snodandosi per centinaia di chilometri, collegherà le regioni del Caspio al Salento. Ma l’inizio per Tap, sigla Trans Adriatic Pipeline, coincide con il confine greco-turco. Attraverso la Grecia continua nel Paese delle aquile per poi inabissarsi nel Mar Adriatico per avere, infine, il suo punto d’approdo nel sud d’Italia, a San Foca, marina di Melendugno. Lungo il corridoio meridionale del gas si estende la stagione delle accese polemiche, degli intoppi burocratici, delle frizioni politiche, delle contestazioni mediatiche. Una stagione anche per incitare, per urlare il No Tap. Ma la multinazionale non si lascia TArPare le ali del progetto e continua il suo lavoro. Va avanti sulla sua posizione aprendo il suo portafogli per sponsorizzare feste patronali, appuntamenti musicali, servizi di trasporto verso le discoteche salentine, concorsi a premi. Ammonta infatti a 350 mila euro l’investimento che il colosso del gas ha deciso di avviare per sponsorizzare Birra and Sound di Leverano il dal 29 luglio al 4 agosto, Battiti Live a Gallipoli il 3 agosto, la serata conclusiva della festa di San Rocco a Ruffano il 28 agosto che si unisce a quelle, già celebrate, dei Santi Pietro e Paolo di Galatina e Santa Domenica di Scorrano. Inoltre Tap finanzia il servizio Disco in bus, in precedenza messo a disposizione dalla Provincia di Lecce e soppresso per mancanza di fondi, che in collaborazione con il Silb, l’associazione italiana intrattenimento ballo e spettacolo, metterà a disposizione dei giovani un bus per collegare le località turistiche del Salento tutti i week end di agosto. Ed ancora nel cilindro del marketing c’è anche “Tap e vinci”: biglietti da grattare per gadget da mare come fresbee, teli da mare, custodie per il cellulare, palloni. C’è infine un concorso online: per vincere 13 soggiorni a Lecce si dovrà rispondere ad una serie di domande sulle tipicità del Salento ed anche sul progetto Tap.

Questa però è anche una storia di scompaginamento politico-territoriale. Perché contro la Trans Adriatic Pepiline si inscenano teatrini con lo scopo di demolire un po’ alla volta, in maniera sistematica il progetto del gasdotto. Il Salento può in un colpo solo colmare ritardi atavici del progresso? Lo “squadrismo”, le accuse, le offese di chi rifiuta ed ostacola il progetto Tap costituiscono una vera assicurazione sul territorio? Bisogna dirlo e bisogna essere onesti. Il Salento ha visto campi spalmati da pannelli solari, terreni occupati da pale eoliche senza far sentire equilibrio e forza dettati dalle campagne sulla tutela dell’ambiente. I dissidenti del gasdotto, i politici locali e regionali, i salentini usano il gas? Lo usano nelle loro case, nei loro uffici, nelle loro aziende, per le loro auto? Con le stesse auto a gas si può già usufruire di particolari incentivi economici e, da ultimo, non meno importante, si può accedere nei centri cittadini interdetti ad auto a benzina o disel. È assodato che non si può rinunciare all’energia. Non si può neanche uscire di scena senza aver capito, valutato, approfondito e scelto con criterio. Bisogna essere chiari. Bisogna lasciare da parte il trionfo della retorica che fa perdere tempo e nasconde i veri intendimenti di molti. Perché l’ambiguità serpeggia tanto tra i politici quanto tra coloro che rifiutano il gasdotto. Chi è contro Tap è tenuto ad una precisa giustificazione senza aggirare l’ostacolo. Deve soprattutto decidersi: vuole l’utilizzo dell’energia elettrica, il petrolio, i suoi derivati? Vuole Cerano con le conseguenze sul territorio e ricadute sulla salute oppure vuole l’energia proveniente dalle centrali nucleari della Francia o ancora vorrebbe costruirle e queste poi sarebbero sicure? Vuole il petrolio importato a costi esagerati e con esso vuole anche una dipendenza costante con il Medio-Oriente? Ce lo dicano perché questa non è una storia di parata elettorale o di contestazioni da sbrogliare, ma di scelte ponderate e giuste per il territorio. Occorre ritrovare il realismo che nasce dalla conoscenza della nostra terra, con le sue luci e le sue ombre. Non bisogna mai dimenticare né le une né le altre. Non impressiona più quell’armamentario ideologico presentato da quelle accuse che si mescolano ad un “piatto di lenticchie”. C’è ancora un misto di tarantolato folclore nell’aizzare la polemica. La demagogia, o la falsa demagogia, non è tollerabile. Trans Adriatic Pipeline, dal canto suo, dovrebbe uscire dal tritacarne mediatico per dare risposte precise. Tap nel Salento è visto come un bubbone sempre più inguaribile e le sponsorizzazioni come le bende per coprirlo. Il progetto sano andrebbe presentato nella sua chiarezza perché solo la verità dei fatti può rendere liberi. Ma i salentini devono sapere per non cadere in quel diffuso disprezzo che colpisce Tap per non essere vittime a loro volta. Il gasdotto favorirebbe la concorrenza e l’abbassamento dei prezzi del gas? Il Salento potrebbe pagare meno il gas? Il gasdotto inquina? Quali sono gli impatti ambientali? Esistono siti alternativi egualmente validi ed opportuni? Infine, sacrificare la spiaggia di San Foca, il mare, le campagne attraversate dal gasdotto sino a Mesagne quali vantaggi porta all’area?

È chiaro che il Salento merita una stagione migliore e non la chiusura di un cerchio annacquato da accuse, polemiche, subdole posizioni o interventi di facciata. In questa storia d’attacco, d’attracco, di approdo, tutti ci mettono la faccia. E dalla serietà non si può prescindere.

gasdotto tap

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