STATALE 275. ON. MARTI: “STOP ALLE INUTILI PASSERELLE”

L’onorevole Roberto Marti, parlamentare dei Conservatori e Riformisti,ironizza sulla presenza, al presidio dei lavoratori licenziati del gruppo Palumbo,di diversi rappresentanti del centrosinistra regionale e del governo: “Fatti, non parole, da parte di chi ha il potere e le competenze per cambiare il corso della situazione”. 
 Fanno specie la massiccia presenza e le prese di posizione (risolutive??) sulla questione “Statale 275” da parte di autorevoli rappresentanti del centrosinistra  – a diversi livelli, comunale, regionale e finanche di governo – che, a conti fatti, sono veramente gli unici a poter smuovere la situazione e portare Anas ad assegnare i lavori  per il completamento dell’opera.
Passerelle a parte, infatti – e con l’assoluto rispetto che dobbiamo nei confronti dei lavoratori che hanno perso il lavoro e delle rispettive famiglie – mi chiedo: cosa mai  intenderanno fare, questi autorevoli personaggi politici, oltre a disquisire su quanto sia importante il completamento della 275 per il nostro territorio? Non sarebbe forse il caso di alzarsi le maniche per far sì che si concreti la realizzazione?
Tenere banco dinanzi agli operai, con disquisizioni sui massimi sistemi per guadagnare un ottimo spazio sulle cronache cittadine può avere un senso, se riferito alla “fame” di gloria personale. 
Ora, non è forse arrivato il momento di avviare iniziative risolutive nei confronti di Anas, come il protocollo da noi sottoscritto al fine di chiedere la regolarizzazione della procedura di affidamento?
L’ appalto da 288 milioni di euro è nuovamente tornato in discussione e, alla luce dell’ultimo disastro calamitoso che ha colpito il nostro Paese nelle scorse ore, corriamo il rischio che queste risorse vengano “distratte” da necessità impellenti e d’emergenza sociale.
Come già sostenuto in passato con il Presidente della Provincia Antonio Gabellone, ritenendoci lontani da inutili comizi e riunioni di piazza, siamo pronti a “incatenarci” se non riusciremo in tempi stretti a venire a capo della situazione.
Ritengo l’inerzia politica un peccato capitale. Leggere sulle pagine dei quotidiani una carrellata di: “si faccia, si dica, si agisca”, da parte di chi realmente può e deve “fare, dire e agire”, una grossolana mancanza di rispetto nei confronti dell’intelligenza delle persone. In primis dei lavoratori, fermi al palo; e poi, dei cittadini, che hanno votato per essere tutelati e rappresentati,  e non per assistere a sfilate monopartitiche. 

Roberto Marti

26 agosto 2016

 

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