Solenni festeggiamenti in onore di San Giuseppe da Copertino

Grande festa oggi a Copertino (Le) in onore del Santo dei voli. In programma il concerto di Amedeo Minghi. 

Cantautore, compositore, arrangiatore, produttore; ha pubblicato 30 album, 18 singoli, 5 dvd. Ha scritto colonne sonore per 9 fiction, 2 sceneggiati tv e un film. Considerato uno fra i cantautori più rappresentativi nel panorama della musica italiana d’autore.Comincia il suo percorso artistico alla fine degli Anni ’60, dopo aver superato il provino e firmato il contratto con la Dischi Ricordi, Minghi debutta con un 45 giri: Alla fine (1966); come accade in quegli anni, si tratta di una cover d’un brano inglese, The End (Of the Rainbow), portato al successo da Earl Grant. Il testo è tradotto da Mogol. Dopo il Tour estivo, Amedeo pubblicherà l’attesissimo nuovo lavoro Live “Suoni tra ieri e domani” registrato al Teatro Ghione in Roma, con la complicità della pianista Cinzia Gangarella. Amedeo racconta e canta per la prima volta brani affidati agli altri. Una retrospettiva che ripercorre alcune fra le più significative canzoni firmate da Amedeo Minghi e affidate a grandi interpreti della musica italiana, che ora, attraverso questo album, hanno una seconda vita. Il progetto si arricchisce di un inedito studio, un videoclip e un originale progetto editoriale. (Fonte: http://www.amedeominghi.info/storia/)

San Giuseppe da Copertino

 

Umile frate della famiglia francescana dei Frati Minori Conventuali, egli visse nel XVII secolo. Per le sue numerose estasi, è conosciuto in tutto il mondo come il Santo dei voli ed è invocato perciò come protettore dagli aviatori . Per le numerose difficoltà incontrate nello studio, che superò tuttavia con esemplare e totale fiducia nell’aiuto della Santissima Vergine, anche gli studenti, specialmente nel periodo di preparazione agli esami, lo invocano come protettore e ne richiedono l’intercessione per ricevere lumi e coraggio nelle loro fatiche.

Copertino, nel Salento, sua città natale, conserva le testimonianze più vive del suo faticoso commino verso la santità: la stalletta, dove egli nacque il 17 giugno del 1603, e dove è custodita la reliquia del suo cuore; il fonte battesimale, nella vetusta Basilica di S. Maria ad Nives (eretta nel 1088); la casa paterna, nella quale ricevette una severa educazione dalla mamma Franceschina Panaca e dal padre Felice Desa; la chiesa e il convento della Grottella, a due chilometri dal centro abitato, culla della sua vocazione religiosa e francescana, fertile terreno di dieci anni di apostolato, testimone del suo intenso amore verso la Madre di Dio, venerata nei tratti di in una antichissima icona, miracolosamente rinvenuta, secondo la tradizione, in una piccola grotta tra due candele accese; la celletta , fino ad alcuni anni fa scarna e disadorna (ora trasformata in cappella), posta alle spalle dell’altare maggiore, vicina al Santissimo, nella quale egli trascorreva lunghissime ore in preghiera e meditazione; la cella del sangue e, poco distante, la cappella di santa Barbara , nelle quali il Santo amava ritirarsi per sottoporsi a durissime penitenze e flagellazioni.

La sua fama di santità, ma soprattutto le sue frequenti estasi – spesso accompagnate da voli, durante i quali egli rimaneva a volte sollevato da terra per lungo tempo – attiravano attorno a lui folle di devoti. Fu accusato perciò di messianismo. Deferito al tribunale dell’Inquisizione, fu poi riconosciuto innocente. Ma, per prudenza, i Superiori lo costrinsero a vivere di volta in volta in conventi isolati. Esperienza che parve un esilio. Dapprima in Assisi (1639 – 1653), segregato in alcune stanze del Sacro Convento. Poi , per breve tempo, nel Convento dei Cappuccini di Pietrarubbia (Pesaro); quindi tra i Cappuccini di Fossombrone (1653 – 1657). Restituito finalmente al suo Ordine, trascorse gli ultimi anni a Osimo, nelle Marche, dove egli morì il 18 settembre 1663, e dove si conserva il suo corpo insieme a numerosi ricordi.

Fu proclamato Beato nel 1753 e Santo nel 1767, con decreto del papa Clemente XIII. Dall’8 maggio al 17 giugno del 2004, il suo corpo, proveniente da Osimo, sarà è stato esposto alla venerazione dei pellegrini e dei devoti proprio nel Santuario di Santa Maria della Grottella.

Fonte: http://www.comune.copertino.le.it/component/zoo/item/san-giuseppe-da-copertino-2#s_giuseppe

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