Self Publishing e anonimato: nasce l’artzine “Tun”

E’ nato Tun, network artistico internazionale che unisce giovani talenti provenienti da diversi Paesi europei. Protagonista dell’artzine di disegno contemporaneo è l’anonimato dei suoi collaboratori.
Cos’è Tun? TUN è un collettivo completamente anonimo, variabile ed in continua evoluzione. L’idea progettuale, però, parte da un gruppo ristretto di persone con diverse attitudini, unite dalla voglia comune di creare un network artistico che, con l’ausilio ed il supporto delle nuove tecnologie, possa ampliare la rete di collaborazioni, scavalcando anche i confini geografici. TUN letteralmente significa “La ritirata”. Il nome è tratto dal 33° esagramma dell’antico libro dei Ching. Scopo dell’artize (magazine dedicato all’arte) è quello di divenire un archivio di informazione artistica aperto, che si serva sia di mezzi tradizionali ed emozionali come la carta stampata, che di strumenti tecnologici, dinamici e moderni come le piattaforme 2.0. Tra i principali obiettivi di Tun: la promozione di artisti emergenti e la rivalutazione del manufatto cartaceo nell’era di internet.
Quando nasce Tun? Il progetto è stato concepito ed avviato nel mese di ottobre dello scorso anno, grazie all’unione di diversi stimoli culturali legati sia ad esperienze di networking che alla passione per l’editoria indipendente ed il graphic design. Tra i primi riferimenti culturali, dai quali Tun trae ispirazione, vi è il significativo esempio del collettivo Luther Blisset/WuMing, che punta alla negazione della paternità autoriale ed al rifiuto della macchina-celebrità. TUN mira alla valorizzazione dell’editoria indipendente, fenomeno in crescita negli ultimi anni, grazie al supporto della grafica e del disegno contemporaneo. L’Artizine Tun è un prodotto che oltre ad essere contenitore è contenuto, veicola se stesso e si presenta agli altri come essenza del “fare artistico” attraverso il disegno, applicato anche alle altre discipline d’arte. Il disegno è il fondamento didattico ed identitario della rivista.
Come funziona Tun? Il sistema TUN si basa sul protagonismo dell’anonimato e mira alla formazione di un’identità collettiva dinamica. Per dar vita al n°0 sono stati contattati dieci collaboratori ai quali è stato richiesto di produrre e fornire elaborati in assoluta libertà tecnica e tematica. Spetterà a loro, poi, il compito d’invitare un artista per la realizzazione del numero successivo. Così facendo, a partire dalla 1^ uscita, i contenuti della rivista saranno il frutto di una vera e propria rete di scambio. Nessuno dei collaboratori, inoltre, sarà presente in più di un numero TUN si pone come canale alternativo per la promozione artistica giovanile grazie all’interazione dei singoli componenti. In TUN, per giunta, sono previsti contributi testuali bilingue inediti, realizzati da docenti universitari e professionisti ed esperti del settore, che alimenteranno il dibattito intorno al panorama artistico-editoriale contemporaneo. Tun opera uno scambio aperto basato sulla centralità delle opere, oltre che sul protagonismo dell’anonimato, producendo in tal modo un sistema in cui ogni collaboratore ne determina l’evoluzione e la crescita; un progetto che valorizza le caratteristiche formali dell’oggetto editoriale e punta a rafforzare il concetto di networking, ponendosi come canale alternativo per la promozione artistica giovanile. Un sistema, quindi, che promuove l’identità collettiva in opposizione al successo autoriale.
Come si finanzia TUN?
Visti i costi di produzione di un artizine, Tun si affida ad un potente strumento di promozione a basso costo: la rete. Internet, infatti, garantisce visibilità, scambio e libertà di diffusione dei contenuti. La vendita diretta online diventa uno strumento per raggiungere i lettori, contenendo così i costi di distribuzione. Prossimamente, TUN sarà presente su una piattaforma crowdfunding per il finanziamento collettivo, ovvero un sostegno che arriva dal basso e che mobiliti persone e risorse. Tutte le informazioni verranno pubblicate sulla pagina Facebook di Tun (www.facebook.com/tunmagazine). Il vero motore di Tun, però, sarà la gente: la condivisione, il passaparola 2.0 e la rete. La scelta del crowdfunding, in linea con la filosofia di autoproduzione del progetto, permetterà di lanciare e promuovere l’artzine.
A partire dal n° 1, per chiunque fosse interessato a prendere parte al progetto, basterà inviare una selezione di lavori all’indirizzo mail: tun.magazine@gmail.com o contattare lo staff sulla pagina Facebook: www.facebook.com/tunmagazine.
LINK VIDEO DI PRESENTAZIONE: http://vimeo.com/112558841
30 giugno 2015

 

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