SCULTURE IN METALLO

PROROGATA LA MOSTRA DI SCULTURE IN METALLO DI DANIELE DELL’ ANGELO CUSTODE A PALAZZO VERNAZZA, LECCE
La mostra che ha aperto i battenti a Lecce, dal 15 novembre 2013, al piano terra, del cinquecentesco Palazzo Vernazza, sarà prorogata fino al 15 gennaio 2014. Dunque, i visitatori potranno osservare con calma, le opere dell’artista di Mettman che vive e lavora a Nardò. Grande affluenza e tanta curiosità per le incredibili sculture del percorso d’arte, curato da Paolo Marzano con il coordinamento espositivo e organizzativo di Nicola Massimo Elia, tra le sale nell’incantevole spazio di Palazzo Vernazza.
Ancora una volta e dopo l’interesse suscitato, nelle soste espositive della capitale del Regno Unito (prima alla GX Gallery, di Denmark Hill 43 e nell’esclusivo ‘Searcys Club’, al 40esimo piano del “Gherkin” Building di Londra al 30 di st. Mary axe), le opere dell’artista salentino, continuano a destare curiosità e partecipazione. La ‘declinazione del ferro’, elaborata da Daniele Dell’Angelo Custode, diventa motivo d’attrazione per queste feste natalizie, in un inatteso contenitore culturale, nel centro storico, di una delle città più belle d’Italia.
“Si evidenzia sempre più, la componente ‘funzionale’, di quell’arte informale che l’artista individua nella scultura e nella lavorazione del metallo. Suscita stupore e curiosità, quel senso destabilizzante legato all’eccezionale ed espressiva matericità, trasmessa dalle opere esposte. Un ‘urto’ percettivo inaspettato che legge la deformazione delle superfici, come i pensieri e i desideri, con la realtà delle limitanti cose del quotidiano. Le opere di Daniele Dell’Angelo Custode, in questi ultimi anni, evidenziano infatti una concreta maturità nell’uso del metallo, esposto alle diverse sollecitazioni. Dai primi “FLOW” (d’acciaio lucido) passando alle “GENESI” (concrezioni ferrose che diventano volumi sospesi nello spazio metafisico del piano metallico), ai “PAESAGGI di CORTEN E FERRO” (composizioni e formazioni libere, come installazioni applicate su piani verticali), l’artista si divincola da classificazioni ‘leggibili’, gestendo liberamente le creazioni dei ‘corpi’ metallici, ‘alieni’. Le sue opere risentono di quell’arte informale che spazialmente coinvolge le interessanti contaminazioni materiche delle avanguardie, ma da cui, con audace intensità creativa, comprovata dalla continua sperimentazione, riesce ad evocare e tradurre, nuovo potenziale espressivo. Sono livelli conoscitivi tutti ancora da esplorare per i quali, Daniele Dell’Angelo Custode, affina metodi alternativi, per accedervi e, ancora, riuscire a meravigliare”.
a cura di Paolo Marzano

 

 

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