Sanità:25 ospedali a rischio chiusura in Puglia. E’ pura follia !

Di Gregorio Dell’Anna   Coordinatore Italia Unica provincia di Lecce
2 dicembre 2015
Al momento sono solo ipotesi, ma sarebbero almeno 25 gli ospedali a rischio chiusura. Dieci sono quelli che hanno i numeri per non essere chiusi: Policlinico di Bari, Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, Ospedali Riuniti di Foggia, Miulli di Acquaviva, Santissima Annunziata di Taranto, Vito Fazzi di Lecce, Perrino di Brindisi, Panìco di Tricase, Di Venere-Triggiano-Rutigliano, San Severo-Torremaggiore-San Marco. Sugli altri ci sono solo dubbi: Fasano, Ostuni,San Pietro Vernotico, Galatina,Copertino,Grottaglie,Terlizzi,Corato,Molfetta,Manfredonia. Nella lista nera ci sono anche quegli ospedali molto vicini tra loro dotati di stessi reparti: Bisceglie, Canosa di Puglia e Andria a nord di Bari,Casarano e Gallipoli nel Salento. La Regione Puglia è orientata a sopprimere i nosocomi secondari per potenziare quelli principali, per risparmiare sulla spesa pubblica ed offrire servizi migliori,per realizzare una ipotetica e potenziale maggiore efficienza del sistema sanitario. Anche in occasione del precedente riordino la Regione puntava a realizzare ciò ma di fatto non si è verificato:il territorio è stato solo  privato dei necessari ospedali, i servizi sono peggiorati ed i costi sono aumentati notevolmente anche per i cittadini. Il percorso, se sarà avviato, si preannuncia lungo,tortuoso e pericoloso: i pugliesi non rimarranno fermi ed indifferenti di fronte ad una azione così scriteriata, le comunità coinvolte non saranno disponibili a privare il proprio territorio delle strutture ospedaliere, il personale –medico, infermieristico e tecnico – che nei piccoli centri oggi occupa ruoli di responsabilità non se ne starà fermo e sicuramente reagirà. E poi la politica, storicamente molto legata alla sanità sia in termini elettoralistici che gestionali come potrà giustificare ai pugliesi un attentato di questa portata? La salute pubblica in Puglia è stata già compromessa e non si può pensare, per ridurre gli ingenti costi della Sanità, di continuare in questa direzione. Per Italia Unica l’unica via percorribile è quella di rivoluzionare in termini di efficienza, efficacia e competenza l’organizzazione della medicina di base, tagliare le tanti fonti di spreco esistenti, cartolarizzare l’immenso patrimonio immobiliare sanitario inutilizzato o dismesso e puntare sulle eccellenti competenze possedute dalle risorse umane di cui la sanità pugliese dispone ridisegnando nuovi e strategici ruoli,compiti e funzioni.

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