Roma: inaugurata la Sala degli Orazi e Curiazi. Completato il restauro della sala dei Musei Capitolini

Roma, 20 febbraio 2017 – Da oggi la Sala degli Orazi e Curiazi, all’interno dei Musei Capitolini, torna al suo massimo splendore per essere nuovamente ammirata nella sua bellezza e apprezzata con l’eleganza di una sua rinnovata veste. Ad inaugurare la Sala al termine dei lavori di restauro la sindaca di Roma Virginia Raggi, il vicesindaco Luca Bergamo, il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce e il presidente della Federazione Italiana di Scherma, Giorgio Scarso.
 
Un intervento di restauro, reso possibile grazie all’atto di mecenatismo di Mr. Alisher Usmanov che ha contribuito destinando a questo progetto la somma di 300.000 euro, consentendo così di ripristinare la bellezza del ciclo pittorico che era stato pesantemente interessato dagli effetti di infiltrazioni d’acqua dovute alla pioggia.
 
Sono quindi terminati i lavori di restauro che hanno riguardato, in particolare, la fascia superiore delle pareti interne dove si trovano gli affreschi di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino e il soffitto ligneo cassettonato, realizzato nel 1884 in sostituzione di quello cinquecentesco. Il soffitto presentava un generale sbiadimento e diverse disconnessioni: mancavano molti motivi ornamentali ed era presente un diffuso deterioramento per l’attacco di insetti xilofagi.
 
I lavori, avviati il 9 maggio scorso con la consegna della Sala alla ditta aggiudicataria della gara di appalto, si sono svolti in modalità “open”: anche per questo cantiere, infatti, la Sovrintendenza Capitolina ha previsto un passaggio all’interno della sala per dare ai visitatori l’opportunità di vedere i lavori in corso d’opera.
 
Inoltre, per fare avvicinare il pubblico alla tecnica di esecuzione dell’affresco, sono state organizzate speciali visite didattiche che, grazie ad una passerella all’uopo predisposta, hanno “elevato” i visitatori all’altezza degli affreschi, regalando loro una esperienza memorabile e unica nel suo genere.
 
Oggi restituiamo ai romani e al mondo intero una delle più belle sale dei Musei Capitolini dopo gli importanti lavori di restauro – dichiara la sindaca Raggi – La Sala Orazi e Curiazi torna al suo antico splendore proprio quando manca poco più di un mese al 60°anniversario dei Trattati di Roma che ci stiamo preparando a celebrare. Un ringraziamento particolare va ad Alisher Usmanov che ha contribuito al restauro. Un esempio di passione per l’arte e di amore per la nostra città”.

“Il mecenatismo è uno strumento fondamentale per mantenere nelle migliori condizioni il nostro eccezionale patrimonio storico-archeologico. Spero che a questi contributi ne seguiranno molti altri per aiutarci a tenere viva e a restituire al mondo la grande bellezza di questa città” conclude.

La Sala degli Orazi e Curiazi

La Sala degli Orazi e Curiazi è collocata nel piano nobile del Palazzo dei Conservatori dove “l’Appartamento” costituisce il complesso delle sale di rappresentanza dell’antica magistratura civica. Destinata in origine alle udienze del Consiglio Pubblico, la Sala è decorata da un ciclo di affreschi affidato nel 1595 a Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino (1568-1640), esponente di spicco del manierismo romano. La conclusione dei lavori era prevista per il Giubileo del 1600, ma nel 1613 erano compiute solo le prime tre scene. Dopo una interruzione di oltre vent’anni i lavori terminarono nel 1640.
 
Il ciclo degli affreschi illustra alcuni noti episodi della storia delle origini di narrati da Tito Livio e resi come una serie di arazzi divisi da festoni di frutta e fiori, trofei d’armi e vasi. L’affresco che dà il nome alla Sala raffigura il combattimento tra gli Orazi e i Curiazi, episodio della guerra di Roma contro la vicina città di Albalonga, che si concluse con un duello tra i tre fratelli Orazi, vittoriosi, che rappresentavano Roma e i tre Curiazi per Albalonga.
 
Nei lati corti della Sala vi sono due magnifiche statue onorarie di Papi: l’una, in marmo, scolpita da Gian Lorenzo Bernini tra il 1635 e il 1640, raffigura Urbano VIII Barberini (1623-1644); l’altra, realizzata in bronzo tra il 1645 e il 1650 in onore di Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), è opera dello scultore bolognese Alessandro Algardi.

Ufficio stampa comune di Roma

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