REGIONE PUGLIA: LA GESTIONE DEI RIFIUTI E’ UN FALLIMENTO, DI RINO DELL’ANNA

Il Governo Regionale dopo oltre 10 anni di discussioni e di provvedimenti tampone non ha ancora predisposto gli strumenti necessari per la realizzazione sull’intero territorio pugliese degli impianti
necessari per il trattamento dei rifiuti differenziati e scarica sui cittadini le responsabilità del mancato raggiungimento delle percentuali di rifiuti da raccogliere attraverso il metodo differenziato
come richiesto dalla legislazione vigente. Addirittura ad alcuni Comuni in questi giorni ha imposto l’applicazione di una soprattassa per il mancato raggiungimento delle percentuali stabilite.
La raccolta differenziata, sistema di raccolta dei rifiuti urbani, prevede per ogni tipologia di rifiuto una prima selezione o differenziazione, che deve essere realizzata dai cittadini con il fine
ultimo di trasferire ciascuna tipologia di rifiuto differenziato verso il rispettivo e più adatto trattamento di smaltimento o recupero che va dallo stoccaggio all’incenerimento o alla
termovalorizzazione per il residuo indifferenziato, al compostaggio per l’organico o umido e al riciclo per il differenziato propriamente detto (art. 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152):
carta,vetro plastica,metallo,legno,componenti elettronici,alluminio,medicinali scaduti,oli,rifiuti ingombranti,abiti usati,rifiuti da imballaggi, ecc…
La raccolta differenziata che costituisce di fatto la prima fase di una corretta e avanzata gestione dei rifiuti perde di efficacia in mancanza degli impianti di trattamento/smaltimento dei rifiuti differenziati. Nel 2009 è stato previsto per tutti i Comuni l’obbligo di raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003); la normativa in vigore prevede l’obbligo di raggiungere il 65% . La composizione media dei rifiuti è un dato difficile da stabilire in quanto varia con la zona, la ricchezza e la cultura del cittadino, nonché con la produzione industriale del luogo. Un dato certo è che la produzione giornaliera media per abitante si avvicinava a 1,5 kg al giorno.
Scopo finale delle norme nazionali e regionali in materia di rifiuti è di ridurre quanto più possibile la quantità di residuo non riciclabile da portare in discarica o da trattare con inceneritori o termo
valorizzatori, e, contemporaneamente, recuperare, mediante il riciclaggio dei rifiuti, tutte le materie prime riutilizzabili, che divengono così fonte di ricchezza, risorsa, e non più causa di
inquinamento. La raccolta differenziata può realizzarsi in modi diversi (in strada, porta a porta) e con sistemi  diversi ( multimateriale pesante, multimateriale leggero); in Italia ogni comune o azienda è libero di decidere autonomamente quale metodo e quale sistema utilizzare per una corretta pratica della raccolta differenziata.
In diversi Comuni d’Italia, che primeggiano nella raccolta differenziata, è anche consuetudine diffusa applicare un incentivo economico da erogare ai cittadini in forme diverse al fine di
stimolare a realizzare sempre più una maggiore e migliore selezione dei rifiuti. In pratica viene applicato il principio “più inquini più paghi”.
Come può la Regione Puglia oggi pensare di addossare ad altri la responsabilità della criticità che si registra in questa materia quando il suo Presidente investito in prima persona,in qualità di
commissario per l’emergenza rifiuti, non ha provveduto a mettere in atto con urgenza alcuna iniziativa idonea e risolutiva ?
Quali provvedimenti ed iniziative ha adottato in questi anni per risolvere il difficile problema dei rifiuti ?
I fatti parlano chiari: la sua rivoluzione ambientale tanto sbandierata si è rivelata un bluf . Ai pugliesi, purtroppo, dopo un decennio di inconcludenti dichiarazioni ed insignificanti
provvedimenti, restano solo tasse da pagare ed una situazione ambientale a dir poco preoccupante.
Gregorio Dell’Anna
31 gennaio 2015

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