Rapporti commerciali tra la Citta di Nardò e l’Armenia: l’ex ambasciatore Rouben Karapetian scrive al sindaco Marcello Risi per accelerare i processi di scambio tra i due Paesi

I vini di Nardò si apprestano a posizionarsi sul mercato armeno.  Potrebbe essere presto realtà l’operazione commerciale “Vini di Nardò “a Yeravan , capitale dell’Armenia.

 A spronare il sindaco di Nardò per l’attivazione dei progetti di collaborazione e di scambi commerciali tra Nardò e l’Armenia è l’ex ambasciatore armeno in Italia Rouben Karapetian.

 L’ex plenipotenziario della Repubblica d’Armenia in Italia, ha scritto infatti una lunga lettera al primo cittadino di Nardò con la quale, nella sua veste attuale di Presidente della Fondazione armeno –italiana ” Dadivank “, ha espresso la volontà di accelerare la collaborazione commerciale con la Città di Nardò .

E’ passato più di un anno “scrive Karapetian “dal momento in cui è cessato il mio incarico come Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia e sono tornato in Armenia. Per tutto questo tempo io e mia moglie abbiamo tenuto cari i ricordi della nostra visita all’amata città di Nardò e degli stretti rapporti fraterni stabilitisi tra noi dopo quella memorabile visita.
Ho espresso forte volontà e dedizione per avviare una  collaborazione commerciale con Nardò e penso che ora sia il momento di spingere avanti tutti i progetti, e dare vita a questa rea
questa realtà.”

“Al momento – continua l’ex ambasciatore – io risiedo a Yerevan e sono il presidente della Fondazione armeno -italiana ” Dadivank “. In tale veste vorrei proporre di intraprendere una cooperazione con Nardò. Come primi passi si può iniziare con l’importazione di vini di Nardò in Armenia con l’introduzione del prodotto al pubblico, lanciarsi nel marketing  e se tutto andrà bene, aprire un negozio specializzato “Vini di Nardò” a Yerevan, nella capitale. Sto pensando che l’idea potrebbe anche espandersi su altri prodotti di Nardò come formaggi, prosciutto, pasta, olio d’oliva ed altri ancora. Poi il negozio porterà il nome di “Nardò” oppure “Specialità di Nardò”, sperando che la cerimonia di apertura lo faremo insieme a Lei quì a Yerevan”.

Il direttore della Fondazione, secondo quanto si apprende dalla missiva di Karapetian, avrebbe  già inviato le lettere con l’offerta di cooperazione alle quattro  aziende produttrici di vini di Nardò coinvolte nel progetto commerciale: “Schola Sarmenti”,  “Vini  Bonsegna” , “Vini Gabellone “ e “ Cantina Sociale di Nardò”.

 “Vorremmo firmare i contratti con ciascuno di essi”-  conclude la lettera –  “ per acquisire diritti esclusivi, al fine di garantire la presenza di tutti i vini di Nardò in Armenia. Io personalmente apprezzerei molto se Lei potesse gentilmente offrire il Suo sostegno alla nostra Fondazione nella realizzazione di questo importante progetto d’impresa.
Al fine di discutere i dettagli della collaborazione avrei l’intenzione di visitare Nardò il prossimo mese di maggio 2014 e sarei stato lieto di incontrarLa
 

 Grande è stato il piacere del Sindaco Marcello Risi  nel ricevere la lettera che testimonia il forte e profondo legame tra la Città di Nardò e l’Armenia.

“Mi sento di esprimere, caro Ambasciatore,” ha scritto, a sua volta, nella lettera di risposta il sindaco Marcello Risi –  grande apprezzamento per la Sua volontà di proseguire, con forza e dedizione, una collaborazione commerciale fra l’Armenia e la Città di Nardò. A tal proposito è prezioso il Suo nuovo incarico di Presidente della Fondazione Armenia- Italiana “ Dadivank” per il quale Le esprimo, a nome dell’intera Comunità di Nardò, le più vive e sincere congratulazioni. L’esportazione dei nostri vini in Armenia può ben rappresentare una nuova fase di rilancio dei rapporti commerciali tra i nostri Paesi. Io personalmente, e la nostra Comunità tutta, ci sentiamo particolarmente legati a Lei, avendone apprezzato le qualità umane, culturali e professionali.

Il Suo messaggio – continua –  conforta la nostra volontà di stringere ulteriormente i legami tra Italia e Armenia .

 Una Sua visita nella nostra Città ci darà gioia e ulteriore spinta e , pertanto, non vediamo l’ora di riabbracciarLa.  Caro Ambasciatore – conclude il sindaco Marcello Risi – La invitiamo a tornare nuovamente nella nostra Città”.

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