Progetto SfruttaZero

L’idea
La nostra idea è realizzare una filiera pulita del pomodoro dalla semina alla trasformazione; il frutto finale che raccoglieremo saranno bottiglie di passata di pomodoro di alta qualità, prodotta senza sfruttamento del lavoro. Vogliamo che l’oro rosso, da simbolo di sopraffazione e caporalato in Puglia e Basilicata, diventi simbolo di emancipazione, riscatto e speranza di un futuro diverso.
Cos’è Sfrutta zero
Un progetto di tipo cooperativo e mutualistico che vede direttamente protagonisti migranti, contadini, giovani precari e disoccupati, che vogliono avviare o continuare un’attività lavorativa attraverso la produzione di prodotti locali e conserve per costruire sul territorio relazioni ed economie solidali.
Siamo tre realtà del Sud Italia: Diritti a sud di Nardò (Lecce), Netzanet-Solidaria di Bari e Osservatorio Migranti Basilicata/Fuori dal Ghetto di Palazzo San Gervasio e Venosa (Potenza). Ci siamo conosciuti nel corso delle nostre esperienze assieme ai migranti, i quali rivendicano la libertà di circolare senza dover subire espulsioni e respingimenti, senza dover sottostare a continui ricatti.
Vogliamo metterci insieme, valorizzare le nostre diversità che siano di colore della pelle, di genere o di orientamento sessuale. Molti di noi, italiani e migranti, ogni giorno vivono nelle difficoltà di percepire un reddito, accedere ai diritti basilari come la casa e ad un lavoro dignitoso.
Così abbiamo pensato di sostenere le nostre progettualità le une con le altre, affinché queste pratiche diventino sostenibili e replicabili, contribuendo ad incidere sulle filiere agro-alimentari, oggi nelle mani dell’agro-business e delle mafie. Per provare a cambiare le relazioni non solo tra datore di lavoro e dipendente ma anche tra produttori e consumatori, tra campagna e città.
Cosa faremo
– acquisteremo o coltiveremo diversi quintali di pomodoro, garantendo che i lavoratori e le lavoratrici, contadini e braccianti, migranti e non, siano retribuiti dignitosamente;
– trasformeremo il pomodoro in salsa con le necessarie attrezzature e idonee condizioni igienico-sanitarie. Saremo affiancati da contadini e contadine competenti che ci aiuteranno e coordineranno in tutte le fasi della trasformazione e lavorazione;
– durante la fase di imbottigliamento, laddove possibile, utilizzeremo bottiglie riciclate;
– distribuiremo in autogestione i prodotti, all’interno dei gruppi di acquisto solidale, in mercatini locali, presso ristoranti e mense popolari, negli spazi sociali, all’interno della rete di Genuino Clandestino.
Per racchiudere l’idea di fondo della nostra collaborazione, utilizzeremo sulle nostre etichette il logo comune “Sfrutta Zero”.
Autocertificazione partecipata
Sperimenteremo una forma particolare di autocertificazione partecipata, volta a garantire a chi sosterrà e consumerà la salsa ‘sfrutta zero’ che nella produzione e trasformazione non vi saranno sopraffazione e subalternità, non vi sarà alienazione, non vi sarà spazio per sfruttatori e caporali.
Ispirandoci alle pratiche di autocertificazione partecipata costruite da varie realtà contadine in tutta Italia e volte a garantire ad esempio il non utilizzo di prodotti chimici, intendiamo costruire un percorso di reciproco monitoraggio sui temi della qualità del lavoro. Questo sarà realizzato attraverso visite reciproche tra le tre realtà della rete, aperte anche ai consumatori che vorranno parteciparvi.

 

 

 

 

 

 

Perché il Crowdfunding?
Attraverso il crowdfunding vogliamo finanziare i costi iniziali dell’intera filiera produttiva: materie prime per la coltivazione o per l’acquisto del pomodoro, attrezzature per la fase di trasformazione con l’apposito allestimento degli spazi di conservazione
Vogliamo che tante e tanti si sentano partecipi di questo progetto con una raccolta fondi dal basso e popolare, per condividere un’attività produttiva direttamente con i consumatori e con chi vuole sostenere pratiche di cooperazione.
Per il processo di trasformazione abbiamo bisogno, a seconda della disponibilità, di acquistare o reperire: vaschette in plastica, bruciatori e bombole del gas, calderoni e mestoli, vasetti con annessi tappi, macchine per la passata di pomodoro, macchina sigilla barattoli, canovacci, contenitori e scaffali per la conservazione e trasporto del prodotto finito.
Per la distribuzione: stampe etichette “Sfrutta zero”; flyers e manifesti promozionali; rimborsi logistici per la benzina, per il trasporto e distribuzione della salsa.
Per il corto-documentario post-distribuzione: affitto attrezzatura professionale (videocamere, luci, carrelli, cavalletti)
Abbiamo pensato di destinare una parte, il 15%, del finanziamento in Crowdfunding ad una ‘Cassa di mutuo soccorso’ che sosterrà concretamente le rivendicazioni e i percorsi di autodeterminazione dei migranti nei nostri territori.
 
Come fare per sostenere questo progetto:
Attraverso la piattaforma PDB:
– clicca su dona
– decidi l’ammontare
– ti registri a pdb (anche tramite registrazione con i social)
– vai sulla pagina di paypal ed inserisci i dati della carta di credito
– i soldi (al netto della commissione di paypal) vanno direttamente al promotore della campagna
e vengono contabilizzati e visualizzati nella pagina progetto.
Oppure:
Direttamente attraverso un bonifico bancario all’IBAN: IT97G0760116000001026235141
o Conto Corrente Postale nr. 1026235141 versamento con bollettino postale o Postagiro.
Intestato ad Associazione Diritti a Sud Onlus
Causale: donazione sfrutta zero

Chi siamo
Solidaria nasce a Bari nel 2014 per avviare il progetto Netzanet, una sperimentazione per un’intera filiera produttiva per salsa di pomodoro ed altre produzioni a sfruttamento zero. E’ composta da un gruppo di rifugiati politici, protagonisti di percorsi di riappropriazione per il diritto alla casa, e da giovani italiani che dal 2008 supportano le lotte e rivendicazioni dei migranti presenti nel Cara e Cie di Bari, attraverso percorsi di inclusione sociale e solidarietà: dall’organizzazione di corsi di italiano a campagne a sostegno per l’accoglienza.
L’Osservatorio Migranti Basilicata da più di quindici anni supporta i braccianti che si recano in Basilicata per lavorare in agricoltura; Fuori dal ghetto nasce a Venosa (PZ) nel 2012 e, dal 2013, organizza la scuola di italiano di Boreano con i braccianti burkinabé. Dal 2013 sperimentano forme di produzione e distribuzione di prodotti agricoli senza sfruttamento, con i “pomodori solidali di Boreano”, la salsa Barkafoo e i fagioli dell’OMB. Nel 2015, con il supporto di un gruppo di contadini e comunicatori, danno vita al progetto “Funky tomato”, col fine di costruire l’intera filiera del pomodoro da conserva senza sfruttamento e assieme a un gruppo di braccianti africani.
Diritti a Sud nasce a Nardò nel 2014 dall’esperienza del comitato NO-CAP, che dal 2009 operava nelle campagne di Nardò per l’integrazione e la difesa dei diritti della comunità di migranti impegnati stagionalmente nel lavoro agricolo. Diritti a Sud è una comunità composta da sensibilità differenti accomunate dal dovere morale di aiutare chi si trova a vivere condizioni di disagio. Da più di un anno, ogni settimana organizza la scuola di italiano per stranieri che accoglie chiunque voglia imparare la lingua. Diritti a Sud è impegnata anche nell’ambito dell’autorecupero. Con il progetto “Casa Musse”, un rifugio fatiscente e pericolante abitato da ragazzi sudanesi è stato interamente restaurato e arredato grazie alla collaborazione tra migranti e attivisti utilizzando materiali di recupero. Ogni giorno Diritti a Sud aiuta e sostiene le persone straniere che vivono a Nardò nel loro, non sempre facile, percorso d’integrazione.
25 maggio 2015

 

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