Presentazione del libro di Ugo Trojano: “ Alla periferia del mondo”

Nardò, Chiostro dei Carmelitani, venerdì 24 ottobre ore 19.00: Presentazione del libro di Ugo Trojano “Alla periferia del mondo”, appuntamento da non perdere ,occasione per un approfondimento ed una riflessione su temi inerenti le tante “periferie del mondo” e le tante guerre, che apparentemente lontane da noi ogni giorno entrano nelle nostre case.
Organizzato dal Rotary Club di Nardò in occasione della giornata mondiale della lotta alla polio (battaglia che vede il Rotary in prima fila nel mondo unitamente a Bill Gates e pochi altri e che porterà si breve ad estirpare questa malattia che continua a mietere vittime) la presentazione del libro di Ugo Trojano sarà l’occasione per il sodalizio per raccogliere i fondi per la battaglia contro la malattia paralizzante infantile.

Interverrà con l’autore Vittorio Dell’ Uva, inviato speciale del Mattino di Napoli. A dare il benvenuto agli ospiti sarà il Presidente del Rotary Club Nardò, Cesare Sabato. Ad avviare i lavori del meeting, Vincenzo Renna, segretario del Rotary Club. Interventi di saluto a cura del sindaco Marcello Risi e dell’assessore alla Cultura Mino Natalizio.
L’invito che il Rotary rivolge alla comunità è quello di una grande partecipazione in nome della solidarietà: comprando il libro che sarà presentato, Euro 5 di ogni copia venduta saranno infatti destinati all’importante progetto internazionale.
“Nella Giornata Mondiale della Polio “ spiega il Presidente Cesare Sabato – “ il Rotary chiede l’appoggio di tutti verso lo storico ultimo sforzo oggi in corso per spazzare via una volta per sempre questa malattia virale inabilitante. Dal 1988 ad oggi, dal lancio dell’Iniziativa Globale per l’Eradicazione della Polio da parte del Rotary assieme a OMS, UNICEF e Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti nel mondo, il numero di nuovi casi di polio che si verificano ogni anno è precipitato di oltre il 99 per cento rispetto agli anni ’80, quando la malattia colpiva circa 350.000 bambini all’anno.”

Ugo Trojano è uno dei maggiori esperti italiani di peacekeeping e peacebuilding. Attualmente ricopre l’incarico di portavoce della missione UE di assistenza alla lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata EUCAP SAHEL Niger.A partire dagli anni Ottanta ha ricoperto incarichi per l’ONU e il Ministero degli Affari Esteri in Africa, Medio Oriente, Kosovo e Iraq nell’ambito degli aiuti internazionali allo sviluppo, del peacekeeping e della ricostruzione civile post bellica.

È stato Sindaco ONU della città mista di Kosovo Polje dal 1999 al 2001, riuscendo, unico in Kosovo, a far coabitare e lavorare insieme serbi e albanesi. Nel 2006 il Ministero degli Esteri lo ha incaricato di formare e guidare l’ufficio multinazionale di ricostruzione civile a guida italiana (PRT) di Nassiriyah nel Dhi Qar, in Iraq.
Primo non americano a ricoprire il ruolo di direttore della ricostruzione civile in una regione irachena, durante il suo mandato il PRT italiano é stato considerato da iracheni e alleati della coalizione come un modello per gli altri uffici regionali.
Ha tenuto corsi e conferenze sulle missioni internazionali di peacekeeping in diverse università italiane e partecipato a seminari su temi di politica internazionale inerenti alle missioni di pace e di stabilizzazione, al Kosovo, all’Iraq. Sugli stessi temi firma articoli e analisi per quotidiani e riviste specializzate.

Gli argomenti trattati:

“Alla periferia del mondo” è un libro d’avventure vissute all’interno delle crisi internazionali dei nostri tempi e raccontate con l’occhio attento e disincantato di uno dei pochi protagonisti italiani delle missioni civili degli organismi internazionali.
L’opera ha un importante valore storico e giornalistico non solo perché ripercorre tappe importanti della nostra storia recente rivelando fatti inediti o poco noti ma anche perché evidenzia luci e ombre nell’approccio dell’Italia alle missioni degli organismi internazionali vanificando spesso sforzi e sacrificando interessi nazionali.
Il libro è anche il diario di un viaggio durato oltre 30 anni che comincia tra le dune del Sahara mauritano e raggiunge le piatte distese desertiche dell’Iraq meridionale passando dal Senegal, da Gerusalemme e dal Kosovo.
Una conclusione solo temporanea perché il viaggio di Ugo Trojano continua oggi in Niger, protagonista della missione europea Eucap Sahel-Niger.
Da Nouakchott a Chinguetti, da Dakar a Timbouctou, da Gerusalemme a Gaza, dal Kosovo del primo dopoguerra a Nassiriyah. I rapporti intrattenuti con personaggi quali il Ministro di Stato senegalese Jean Collin, il rais Arafat, i ministri palestinesi Nabil Sha’at e Samir Gosheh, il maggiore dei paracadutisti israeliano, il vulcanico Bernard Kouchner, il governatore del Dhi Qar, e gli ufficiali italiani, scandinavi, americani, britannici, le Ong, gli amici giornalisti inviati sul campo e le popolazioni locali a lui vicine e da cui ha avuto sempre rispetto.
Con sensibilità e l’ironia terapeutica cui ha fatto ricorso per sciogliere la tensione nei momenti più difficili, Ugo Trojano ci accompagna in un percorso che inizia con la musica rock delle prime radio libere degli anni ’70 e ci porta verso le dune di sabbia della Repubblica Islamica di Mauritania fino a Nassiriyah attraverso gli aiuti allo sviluppo in Africa e le ricostruzioni nelle aree dei conflitti dove anche una squadra di calcio multietnica che si esibiva con le maglie del Napoli é riuscita a lasciare il segno. Oltre trent’anni di esperienza umana e professionale fuori dall’ordinario, al servizio di amministrazioni nazionali e internazionali ma soprattutto delle popolazioni locali, raccontati attraverso le lezioni di vita apprese sul campo e le emozioni vissute in presa diretta, nel cuore degli avvenimenti: un viaggio all’interno delle periferie del mondo.
Dalle pagine appassionate emergono le contraddizioni delle burocrazie internazionali, il più delle volte responsabili dei fallimenti nella ricostruzione delle aree soggette a crisi, la lotta contro le ottusità e le sopraffazioni.
Così, nel tempo, l’autore ha scoperto il ruolo fondamentale dei militari negli aiuti umanitari, nell’assistenza ai più deboli nelle aree di crisi, la solidarietà non demagogica e le valutazioni eseguite sul posto, spesso divergenti da quelle imposte dalle autorità centrali. E l’amore per il proprio Paese, il coraggio e la dignità nel farlo rispettare in ogni luogo, il valore della parola data e il rispetto per religioni e culture diverse. L’imparzialità, l’impegno sincero e trasparente divengono perciò elemento di conquista dei cuori e delle menti degli interlocutori, così diversi fra loro eppure così simili.

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