Politica:ITALIA UNICA LECCE-Dell’Anna:le idee partono dal territorio

Il progetto Italia Unica, lanciato a febbraio 2014 da Corrado Passera, trasformatosi con l’assemblea fondativa del 31 gennaio 2015 in una forza politica nazionale, strutturatasi in questi giorni su tutto il territorio con l’elezione dei coordinatori provinciali, è un partito nuovo e non un nuovo partito. Un soggetto politico che intende comunicare le proprie idee alla gente delle periferie e porre da subito le fondamenta per costruire una forza politica nuova capace di interpretarne i bisogni, studiarli e risolverli. L’obiettivo di Italia Unica è proporre idee di sviluppo non solo per rilanciare il Paese, ma anche per dare un nuovo respiro alla politica locale. Per questo, Italia Unica ha deciso di aprire le sue Porte territoriali a tutti coloro che hanno voglia di lavorare a una politica nuova, fatta esclusivamente di progetti concreti. La metafora è immediata e semplice: attraverso la Porta si “entra” nella politica, si trovano energie e idee per innovare il rapporto tra cittadino e comunità. Per un intero anno Italia Unica ha  lavorato ad un programma per il rilancio dell’Italia. Ora intende iniziare a dimostrare in tutte le  occasioni possibili che verranno ciò di cui è capace a livello amministrativo. L’anno prossimo parteciperemo alle elezioni  che si terranno in diverse città e comuni  d’Italia per il rinnovo dei Consigli Comunali e l’elezione dei Sindaci,compresi quelli della provincia di Lecce. Non è un segreto che Italia Unica parte dai territori per essere pronta alle prossime politiche.
Nel ruolo di  responsabile provinciale di Lecce  cercherò di fare  da apripista, mettendo in campo la mia esperienza e le mie capacità,  per far conoscere ai “liberi e forti” salentini il progetto politico, gli obiettivi di Italia Unica. Da subito, dopo la  parentesi feriale di agosto, insieme alle tante amiche ed amici che hanno aderito alle diverse porte territoriali  andremo a parlare con la gente per sapere con esattezza, direi puntualità, quali sono i problemi del territorio,dei cento comuni della provincia, dei comuni chiamati al voto:  spesso problemi estremamente diversi tra loro. Il bello della politica è che c’è la visione macro, ma anche la dimensione micro, ed è soprattutto su quest’ultima che la politica deve prendere precisi impegni con i cittadini e accettare il loro stretto controllo. Molto importante sarà comprendere la prospettiva delle diverse categorie economiche perché i problemi degli artigiani sono diversi da quelli dei commercianti, ma a loro volta ambulanti e grande distribuzione parlano lingue diverse. Come fondamentale è leggere la città con gli occhi diversi dei giovani, degli anziani, dei single o delle famiglie con figli. Il nostro programma, a livello nazionale, ci colloca  in un’area liberale e popolare, alternativi al renzismo.  Ma qui nel Salento possiamo davvero fare un programma trasversale e aperto, dove con chi non è preconcetto si può, insieme, parlare ai salentini , illustrare  una proposta forte e nuova e chiedere il consenso. Più in là ci daremo le strutture organizzative provinciali per essere pronti al confronto con le altre forze politiche,  ma senza accettare i loro inevitabili condizionamenti. Sul nostro programma ci potrebbe essere una larga trasversalità ma non vogliamo mettere insieme sigle e poi chiedere il voto. Diciamo prima cosa vogliamo realizzare, quale programma per la città o per il comune interessato, quali progetti e quali iniziative e con chi, e poi vedere chi ci sta. Questa non è forma ma è sostanza. In un momento in cui in Italia,in Puglia,in provincia di Lecce  gli schieramenti attuali hanno portato a far vincere con il 55 per cento il partito del non voto e delle schede bianche, il tema della bontà dell’ offerta politica uno se lo deve porre obbligatoriamente. All’interno di alcuni schieramenti c’è una tale incompatibilità che illudersi di fare ammucchiate è  pura utopia, quasi follia perché è proprio ciò che ha portato  l’Italia al 55 per cento dei non votanti, a più di metà del Paese che volta le spalle alla politica. Una situazione da incubo, che dovrebbe allarmare tutti e che invece viene sottaciuta, come se fosse fatto trascurabile. Se si mettono nello stesso raggruppamento componenti tra loro incompatibili si imbroglia la gente. Non si possono mischiare cose opposte, metterle tutte nello stesso calderone e scriverci sopra “coalizione”facendo competere  gente che si odia e che ha ricette incompatibili. Bisogna pensare a programmi e contenuti che offrano ai comuni piccoli e meno piccoli del Salento la possibilità di risollevarsi da una gestione insufficiente e lacunosa ed essere all’altezza delle sfide che insieme possono giocare da protagonisti. E’ proprio questo il senso della mia disponibilità e quella di tanti altri amici: mettersi in prima persona a lavorare, in vista delle prossime amministrative, per aggregare idee e persone che non credono nel populismo e nella politica fatta di promesse ed illusioni. E’ importante aprire un cantiere di lavoro ampio e serio tra tutte le forze popolari, liberali e riformiste per evitare agli abitanti dei tanti comuni salentini distribuiti su un  territorio molto vasto  e da tanto tempo trascurato altri cinque anni di non scelte.
Gregorio Dell’Anna   Coordinatore provinciale di Italia Unica Lecce
20 luglio 2015

rino dell anna

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