Parco Eolico Ruffano,Toma:vicenda ancora da chiarire

La vicenda giudiziaria di Rocco Fulvio Toma è ben nota al territorio salentino, per la sua inusitata commistione tra burocrazia e procedimenti giudiziari.
Oggi Fulvio Rocco Toma, rilancia, ponendo l’accento sia sulla sua innocenza, processualmente attestata, sia soprattutto su quell’intreccio tra burocrazia e legislazione che, di fatto, rischia di sopprime la libertà di iniziativa economica di quella Costituzione che si vuol dipingere come la più bella del mondo.
Proprio in questi giorni l’imprenditore salentino, legale rappresentante della Antonio s.r.l., ha interpellato i principali riferimenti della Giustizia locale (Presidente del Tribunale, Procuratore Capo del Tribunale, Presidente della Corte d’Appello) per ottenere chiarimenti in ordine al sequestro dell’area interessata al progetto del parco eolico nel Comune di Ruffano, sequestro protrattosi per il procedimento penale iniziato nel 2007 (per il quale il Toma era imputato) e conclusosi con la pronuncia di annullamento senza rinvio da parte della Suprema Corte di Cassazione delle precedenti pronunce di condanna, assolvendo di fatto l’imprenditore dell’eolico.
E proprio il sequestro dell’area interessata al progetto del parco eolico, sottolinea Toma, è l’elemento che ha di fatto causato la decadenza delle autorizzazioni regionali per il lungo protrarsi dei tempi processuali e per il vincolo processuale dato proprio dal medesimo sequestro.
Nei primi giorni di gennaio sarà pronto un dossier utile anche alla cittadinanza di Ruffano su questa vicenda.

Ufficio Stampa Forma Mentis

30 dicembre 2014

2 Comments

  1. Marco 31 dicembre 2014   ore   14:08

    Fino a quando non ci sarà un vero e proprio coinvolgimento fattivo dei cittadini negli iter di autorizzazione di opere con un così grande impatto ambientale, l’imprenditore ha sempre torto.
    Nessuna Costituzione o legge dello Stato può imporre a dei cittadini una tacita rassegnazione alla realizzazione di opere calate dall’alto che non trovano nei programmi politico-amministrativi della politica locale la benché minima legittimazione.
    L’allora giunta Fiorito non aveva nessun mandato elettorale per autorizzare un’ opera del genere, dato che la contemplazione delle energie alternative non era menzionata nel programma elettorale presentato all’elettorato.
    Il peccato originale in questa prospettiva è l’obiettiva carenza dei processi democratici all’interno della catena decisionale politico-amministrativa che autorizzò a livello comunale l’impianto.
    La realizzazione di opere con un così forte impatto ambientale devono essere sempre legittimate dal coinvolgimento del territorio anche attraverso forme di democrazia diretta, e accompagnate da un’attenta e obiettiva analisi dei rischi e dei benefici per la collettività di installazioni a forte impatto ambientale.
    Ma come spesso avviene, anche in questo caso si preferì agire di nascosto e di soppiatto rispetto alla volontà popolare.
    Tutta questa faccenda è basata su un unico grosso equivoco: quello di aver voluto agire, in accordo con l’allora amministrazione Fiorito, con l’obiettivo di porre il cittadino davanti al fatto accaduto, cioè la realizzazione dell’impianto eolico, attraverso delle vere e proprie scorciatoie democratiche.
    Per cui, l’unico diritto che a noi sembra vada la pena di essere tutelato e protetto è quello dei cittadini di poter sempre scegliere il proprio precorso di sviluppo economico nei modi e nei tempi ritenuti più opportuni, senza forzature opportunistiche di natura pubblica o privata.

  2. nicola fiorito 31 dicembre 2014   ore   16:41

    La riflessione di Marco, potrebbe non fare una grinza. Giusto, può essere giusto il coinvolgimento del volere della popolazione. C’è però da fare una premessa, per onestà intellettuale ad evitare la “trappola” generalista e distorsiva, in cui è caduto Marco, della politica della suggestione e strumentalizzazione. Nessuno ha mai agito di nascosto e di soppiatto rispetto alla volontà popolare e non si sono usate scorciatoie perché tutto è avvenuto attraverso l’approvazione e le autorizzazioni dei diversi organi democratici per le diverse competenze: il consiglio comunale, i vari ministeri, la regione Puglia, la provincia di Lecce,le diverse conferenze di servizi della regione Puglia e i diversi altri organi competenti. Tra tutti questi assume una importanza quasi residuale il Comune di Ruffano. Non è neanche vero che la mia amministrazione non avesse nel programma lo sviluppo delle energie alternative (Marco, se mi fornisci il tuo indirizzo posso spedirti il programma politico amministrativo) tant’è che il comune di Ruffano, con la mia amministrazione, è stato tra i primi comuni della provincia a impiantare tetti fotovoltaici sugli immobili di proprietà del Comune; aveva approvato e finanziato un progetto per l’impianto di una pala eolica da 1 Mg di proprietà. Ma ritornando alla volontà popolare, voglio fare una riflessione: chi ha stabilito che la volontà popolare era contraria all’impianto del parco eolico? E’ vero che è nata una associazione “Occhio agli occhiazzi” che era contraria al parco eolico, è vero anche che c’era una fetta della opposizione che era contraria, concedo anche che una parte della popolazione potesse essere contraria ma, ripeto, con forza: chi ha stabilito che questa parte contraria era la maggioranza della popolazione? Non mi risulta sia mai stato fatto un referendum dal quale poteva evincersi la volontà popolare. E poi mi pongo altre domande: come mai nessuno dei contestatari ha mai fatto cenno all’approvazione della autorizzazione del parco eolico della Friel srl? Erano due procedimenti identici, Friel e Toma. Nessuno e niente potrà mai convincermi che questa storia non sia stata strumentalizzata e a queste conclusioni è giunta anche la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza di assoluzione sia pur per prescrizione. Concludo poi rilevando che l’unica volontà popolare espressa democraticamente e legittimamente in quel momento era l’elezione alla guida del paese di quella amministrazione, amministrazione che all’atto della rielezione aveva già approvato nel 2003 la proposta di impianto del parco eolico della Friel. Tanto dovevo per verità dei fatti.

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