Olio tunisino, De Benedetto (FI): “Mortificato il nostro mercato, Mogherini cosa fa per difenderlo?”

L’UE, con le sue politiche, conferma di non ascoltare il territorio italiano. Oggi l’ennesima prova sul tema dell’olio tunisino. Parlare di Made in Italy non è provincialismo o campanilismo, ma difesa strenua e doverosa di un intero comparto produttivo, ancora oggi in difficoltà e con all’orizzonte un abbassamento ulteriore dei prezzi a scapito della qualità. Lo abbiamo ribadito in Europa e tocca ribadirlo anche all’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, Federica Mogherini, i cui interventi finora abbiamo ritenuto del tutto insufficienti a tutela delle piccole e medie Imprese italiane, le stesse che da anni portano sulle spalle una quota considerevole dell’economia nazionale. Guidare la politica estera dell’UE non è solo tagliare nastri ma intestarsi battaglie coraggiose, dare risposte ai cittadini che spesso vedono l’Europa come entità astratta e lontana, quando non avversa. Si tenga conto – come conferma l’agronomo e responsabile politiche agricole FI Lecce, Olindo Vergallo, sulla base dei dati di autorevoli associazioni di categoria – che in termini di quotazioni, in Italia il prezzo degli oli extravergini e vergini, da febbraio 2015 a gennaio 2016, ha subito cali intorno al 23% per gli oli vergini ed al 39% per gli extravergini. Operatori del settore, imprenditori agricoli – anche colpiti dalla Xylella – ed aziende non chiedono un occhio di riguardo ma un equo riequilibrio di risorse e la garanzia di non essere lasciati soli, condizione che l’Italia sperimenta già da tempo sulla questione immigrazione.
Federica De Benedetto, vice coordinatrice regionale Forza Italia Puglia
26 febbraio 2016

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