#NUOVACONFCOMMERCIO INCONTRA GLI IMPRENDITORI A MAGLIE

È partita ieri sera da Maglie, la serie di appuntamenti promossa dal comitato spontaneo #Nuovaconfcommercio in vista del rinnovo della governance interna dell’associazione degli imprenditori di Confcommercio Lecce, dopo il commissariamento di un anno fa.
Proporre, dibattere, condividere, sono le linee guida di ogni incontro, finalizzato a creare presupposti solidi per un cambio di rotta significativo all’interno dell’associazione.
Durante l’incontro, i promotori del comitato hanno attaccato la gestione di Confcommercio “che ha portato caos e imposizione di scelte calate dall’alto senza il dovuto democratico coinvolgimento dei tanti associati. Per non parlare – aggiunge il referente del comitato, MauriZio Pasca -, della totale disaffezione di molti iscritti, in seguito ad anni di immobilismo”.
Sul tavolo del primo confronto, la convocazione, il prossimo 13 febbraio alle 10, di un’assemblea straordinaria per l’adozione di un nuovo statuto, non allegato alla lettera. È la goccia che fa traboccare un vaso ormai colmo da tempo. L’assemblea del 13 sarà validata se sarà presente il 5% degli associati, ma a tutt’oggi è assurdo che non sia disponibile un elenco soci che consenta di avere un quadro reale della situazione”.
Confcommercio Lecce “non ha più identità, è l’associazione dei funzionari e non degli imprenditori – spiegano Roberta Mazzotta da #Nuovaconfcommercio -. È stato viziato e cambiato lo spirito dell’associazione stessa, nata con la
Mission di rappresentanza sindacale e non come soggetto erogatore di servizi in concorrenza con le stesse aziende associate e perfino con i professionisti che dovrebbero concorrere allo sviluppo della nostra associazione. Mi riferisco in particolare a consulenti del lavoro e commercialisti che vedono erogate le
prestazioni professionali di loro esclusiva competenza, come servizi in diretta concorrenza con loro”.
La nostra associazione “deve curare quelli che sono gli interessi della categoria – sostiene Vito Vergine -, e non di pochi pochissimi “addetti ai lavori” facenti parte dell’apparato”.

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