Nel castello di Andrano si mette in MOSTRA il MEDITERRANEO di Lucia Accoto

Le storie, a volte, si sentono come una seconda pelle. Alcune non hanno bisogno di svolazzamenti perché corrono sul filo della reale sostanza. La coscienza, poi, ha conosciuto anime migranti per allontanare lo spettro del naufragio sociale. E il Mediterraneo ha sempre allargato le sue onde a nuove culture per mesciarle nel mare grande dell’accoglienza, del rispetto, della solidarietà. Non solo. Nel Mediterraneo si vivono le storie e la gente che lo solca vorrebbe sognarne una, tutta sua. Perché c’è sempre un modo per avere coraggio, perché l’idea di libertà è la misura della giustizia. Non si può spegnere lo sguardo su ciò che è stato. Gli scambi culturali, economici, sociali hanno tracciato nuove vie d’incontro. E l’Associazione Mediterranea nel castello Spinola-Caracciolo di Andrano, nel sud Salento, mette in “mostra” le varie espressioni artistiche per ricordare il confine che ognuno ha voluto dare al Mediterraneo. Si inizierà venerdì 5 settembre prossimo alle 20.30. Ad inaugurare il Festival della Mostra sul Mediterraneo il regista Edoardo Winspeare. Variegato il cartellone artistico che vede nella sezione storica la preziosa litografia di Picasso, “Arlecchino Mediterraneo”. Da non trascurare i sette dipinti originali di pregevole valore artistico che vedono il Mediterraneo come filo conduttore tra i quali quello di Renato Guttuso con “Ritratto di donna Manzù”. Cinque gli acquerelli che fanno parte della sezione estero: “Conchiglie” di Regina Dutra dal Brasile, mentre dalla Spagna sarà presentata con una iconografia di  Kiko Arguello – pittore del Vaticano – che esporrà “Sagrada Familia”. L’artista albanese, Bashkim Rushani presenterà il “Cavallo Mediterraneo”. La sua  opera verrà posta al centro della galleria d’arte con i suoi legni recuperati dal mare, testimonianza dei popoli del Mediterraneo che solo uniti, insieme, possono galoppare. Sabato 6, invece, si assisterà alla proiezione del film “L’approdo delle anime migranti” di Simone Salvemini, mentre domenica 7 – serata conclusiva –  si terrà l’incontro con Ivan Sagnet, il giovane di origine africana che si ribellato al caporalato del Sud.  Nella tre giorni sarà dato anche spazio alla musica con i concerti dei Jon Vocal Ensemble e Officina Zoe con Baba Sissoko. Le storie che si raccontano attraverso l’arte hanno un proprio stile, hanno i colori della speranza, della memoria. Per questo l’Associazione Mediterranea di Andrano intende risvegliare le coscienze mettendole in “mostra”.

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