Nardò: siamo giunti al 2016 e si continua ancora a parlare di Piano di Riordino ospedaliero

Di Francesco Antico
DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO
4 gennaio 2016
Non è chiaro se i due Piani precedenti di Fitto e di Vendola fossero errati, oppure si ha intenzione di migliorare i due precedenti, considerati erroneamente validi. Qual’è la finalità di questo ulteriore intervento di Riordino sanitario, in cui si prevedono ulteriori chiusure, mascherate da riconversioni in “polo medico” o di lungodegenza, come è stato per Nardò nel 2002 e poi nel 2010?
    La verità è che è sbagliata la base teorica da cui si parte e da cui si è partiti nel 2000, quando è iniziata questa trafila fallimentare per la Politica pugliese! Non si è tenuto conto della geografia della Regione, né della demografia, delle distanze, della rete viaria. Soprattutto non è stato considerata la validità strutturale degli immobili che ospitavano i nosocomi pugliesi, per decidere quale ristrutturare ed ampliare con pochi soldi e quali chiudere per impossibilità di intervento!
    Si è proceduto esclusivamente per volontà e scelte politiche, per accordi di parte, “aggiustando” i parametri di “produttività” dei vari nosocomi all’occorrenza. Così è stato per l’Ospedale “San Giuseppe – Sambiasi” di Nardò, che ha dovuto soccombere per i negativi accordi politici e non per le sue caratteristiche e per la sua “produttività”, indubbiamente favorevoli.
    Si pensi che nel 2000, quando in Provincia di Lecce erano funzionanti 13 nosocomi, l’Ospedale di Nardò contava circa 1000 parti l’anno, gareggiando con il “Vito Fazzi” di Lecce, ricevendo pazienti dal tarantino e dal brindisino, oltre che dai Comuni del Basso Salento. Anche gli altri reparti erano funzionanti e “produttivi”. Oggi, con 7 nosocomi attivi, si parla di chiudere i reparti di Ostetricia che non raggiungono i 500 parti l’anno. L’Ospedale di Nardò, già da allora (2000), avrebbe centrato l’obiettivo!

ospedale nardò

    La verità è che per la politica è tutto opinabile e su ogni questione ci sono sempre due verità e, naturalmente, viene imposta quella che interessa di più al Politico di turno!
    In tutto questo marasma, mi sto accorgendo, però, che l’Amministrazione regionale sta recependo, piano piano, quanto ho sempre sostenuto per un corretto Piano di Riordino in provincia di Lecce, fin dal 2002, nel mio documento, diramato più volte e pubblicato periodicamente su vari giornali, anche telematici, e su riviste specializzate, quali quella dell’Ordine dei Medici e dell’Ordine degli Ingegneri di Lecce. Allego nuovamente il documento per chi volesse rileggerlo.
    In esso, si condivide il ridimensionamento del numero dei nosocomi, considerando 13 ospedali eccessivi e, con una serie di argomentazioni geografiche e strutturali, si arriva all’ottimizzazione con soltanto 5 ospedali.
    Quelli di cui si parla oggi (vedi giornali locali), con l’ipotetico Piano di Emiliano, coincidono con quelli indicati nel mio documento allegato, datato 2002. Si parla di mantenere l’Ospedale di Lecce (ovviamente), insieme a quello di Tricase e Casarano, ma si parla di avviare la costruzione a breve di un nuovo Ospedale nei dintorni di Maglie. Manca solo il quinto, che non può che stare a Nardò, per tutti i motivi elencati nel documento allegato e per tutti gli accadimenti fallimentari di questi ultimi 15 anni.
    Il 2016 porterà molte novità a Nardò!

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