NARDO’. SCUOLA VIA MARZANO, CLASSI TRASFERITE IN VIA XX SETTEMBRE E VIA BOLOGNA. A breve l’edificio verrà demolito e ricostruito, ecco la soluzione “ponte”

Cinque classi di scuola dell’infanzia presso l’istituto superiore di via XX Settembre e dieci di scuola primaria presso l’istituto di via Bologna. Questa la soluzione “ponte” individuata dall’amministrazione comunale per il cantiere del plesso di via Marzano, che a breve sarà completamente demolito e ricostruito, e che è stata comunicata questa mattina dal sindaco Pippi Mellone alla dirigente dell’istituto, ai rappresentanti del consiglio d’istituto e dei sindacati, nel corso di una riunione a Palazzo Personè.

La decisione è maturata al culmine di una serie di azioni messe in atto dall’amministrazione comunale e finalizzate a individuare la soluzione migliore per tutti. Innanzitutto, si è proceduto ad incontrare i dirigenti dei tre poli della città e a definire una mappa alla quale far riferimento per l’iscrizione dei bambini presso i plessi d’appartenenza. Inoltre, sono state reperite le risorse finanziarie sul bilancio comunale utili al cofinanziamento dei lavori per la realizzazione della nuova struttura. Quindi è stato effettuato un capillare monitoraggio di tutte le strutture esistenti, al fine di assicurare appunto una idonea sistemazione e l’opportuna continuità didattica nel periodo di demolizione e ricostruzione dell’immobile di via Marzano. Una sistemazione che non poteva assolutamente essere, come auspicato da qualcuno, l’ex Tribunale, oggi sede di uffici comunali, perché strutturalmente inadeguato allo scopo. La soluzione “ponte”, invece, sarà quella di spostare le cinque classi di scuola dell’infanzia presso l’istituto superiore di via XX Settembre e le dieci di scuola primaria presso l’istituto di via Bologna. Una scelta maturata dopo innumerevoli sopralluoghi e attente valutazioni e di concerto con la Provincia di Lecce, proprietaria dell’immobile di via XX Settembre e comodataria di quello di via Bologna. Tutto ciò che concerne la tempistica, ovviamente, è legato ai tempi della gara d’appalto e a quelli per eventuali ricorsi.

“Ad oggi – spiega il sindaco Pippi Mellone – è l’ipotesi più plausibile. Ci siamo mossi cercando di salvaguardare le esigenze di tutti, ma soprattutto quelle dei bambini. Sarà un periodo particolare, con qualche sacrificio, ma assolutamente sopportabile vista l’importanza del traguardo finale, cioè una struttura completamente nuova, che costerà 2 milioni e mezzo di euro”.

Ufficio Stampa

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