NARDO’ : PIAZZA COME INTERFACCIA? L’OSSERVATORIO E’ CHIARISSIMO!

Il termine “interfaccia” ormai appartiene al nostro vocabolario quotidiano. Come definizione possiamo intenderla come l’interconnessione tra due o più componenti messe a contatto su un piano condiviso di opportunità. Interfaccia è un dispositivo che allinea due o più profili separati, di cui è chiara la volontà di interagire. E’ la realtà che l’Osservatorio sulla città auspica si realizzi, per la rivitalizzazione del centro storico di Nardò. Lo spazio adatto a questa funzione corrisponde alla nostra significante piazza Salandra.
Una scena in allestimento da rivalutare, comprendere e interpretare.
Questo luogo assolverebbe certamente, se organizzato in maniera opportuna, a nuove destinazioni e potenzialità concettuali e funzionali, proprio interpretandolo nel giusto modo. L’idea è quella di realizzarla (la nuova funzionalità) seguendo lo schema di un’interfaccia reale, come può essere interpretato inequivocabilmente il territorio neritino. Fatevene una ragione, ciò che vi raccontiamo è, in embrione, quello che avverrà sicuramente, solo che il tempo di realizzazione varierà a seconda della ‘resistenza’ gestita dalla politica per la cosa pubblica e dal contesto culturale esistente sul territorio (cioè alla consapevolezza amministrativa, alla responsabilità tecnica, alla preparazione degli imprenditori, alla ricettività dei finanziamenti europei, all’aggiornamento ai nuovi canoni di comunicazione e dalla macchina della burocràtia).
L’idea dell’Osservatorio sulla città è questa: all’area della piazza che è già da tempo coperta da rete WiFi, andrebbe sommata una ‘piazza concettuale’, interpretandola come uno schermo di un comune computer o un touch screen in cui, si visita/si legge/si entra nell’elenco di ICONE. Nei grandi locali di alcuni dei circoli potrebbero (tre o quattro), coesistere ed inserirsi degli stand per cui: L’ “A”gricoltura – Vino, olio prodotti tipici (si racconta l’estensione del territorio, la sua storia, la produzione locale, la tipologia di coltivazione e i mercati afferenti). L’ “A”cqua – l’importanza della sua presenza nel nostro territorio nelle sue forme diverse (sorgenti, fontane, paludi, carsismo). L’ “A”rchitettura – monumenti (storia dell’arte, urbanistica, scultura, artigianato, ecc…), chiese (storia diocesi), masserie, torri costiere, ecc…, l’ “A”mbiente – parchi, aree marine protette, circuiti, gastronomici, paesaggistici, storici, ecc…
Tutte queste “A”, dovrebbero possedere, come uno schermo, quindi una loro ICONA di riferimento (spazio reale con collegamento ‘attivo’ sul territorio organizzato in circuiti di qualità), proprio in piazza Salandra, che fungerebbe da ‘scrivania’ o ‘desktop’. Ed ecco trasformato, dunque, per un attimo, lo spazio ‘piazza’, come un touch screen,  con dei LINK (stand) assegnati collegati direttamente al proprio ambito di interesse specialistico (competenza nella gestione dei circuiti). Da tempo l’Osservatorio sulla città insiste su questa soluzione ed ora (l’evidente aumento del turismo a Nardò, la crisi generale che fa selezionare le mete per le vacanze a seconda del loro rispetto per l’ambiente (aria, acqua, terra e strutture ricettive) e il paesaggio,  convincendo dell’offerta, della qualità dei luoghi e Nardò ne ha molti, per adesso!!!)  è arrivato il momento di ‘attivarsi’ in questo senso. La lungimiranza dell’Osservatorio sulla città (nel 2004 nello scritto “Le architetture sottili” del nostro responsabile, si indicava infatti, come diventava interessante, l’azione dell’individuo, abitante della metropoli-mondo, trasformatosi in una figura ‘tecnomade’. In pratica è la figura che descriveva la gestualità ed i segni nell’esplorare la città che ‘segue ed esegue’ delle vere e proprie ‘nurbs cognitive’ o curve visive, muovendosi ‘fra’ e ‘nei’ luoghi, tecnologicamente sempre più consapevole e capace di “linkare l’urbano“).
Cioè, qui non si discute se, in uno dei tanti spazi della piazza, ci sia o no, un laboratorio artigianale per la creazione, per esempio di cestini in vimini, terracotta, ceramica legno, vetro, ferro oppure uno studio di grafica o di elaborazioni dati e statistiche sugli impatti ambientali ecc…), ma si riflette sulla loro interazione con il territorio, salento, provincia, regione, ecc… (livello strategico di sviluppo e occupazione anche legato alla manodopera specializzata)
La multidisciplinarietà delle argomentazioni, supportate dalla tecnica, potrà quindi riabilitare funzioni cognitive e diventare, pensate un po’ ‘struttura urbana reale’. In piazza Salandra, tutto questo può succedere se le competenze e la gestione logistica amministrativa, creeranno ‘sistema’. Ritengo infatti che al susseguirsi di enclavi urbane, proprio nella descrizione percettiva dell’oggetto osservato, all’alternanza dei ‘connotata’ e ‘denotata’, si potrà aggiungere, dunque, quella funzione ‘informata’.
L’impianto dell’idea, molto chiara dell’Osservatorio sulla città, sarebbe questa che vi abbiamo raccontato. Ora, tutto dipende da quale destinazione avrà questo paese (intenti, fini, obiettivi) e ancora tutto tace. Le fughe in avanti episodiche e di facciata, se non strutturate ed inserite in un discorso programmatico, si risolvono in uno spreco di energia, di danaro e di idee. Ma è da un vent’ennio che lo ripetiamo.
D’altronde alla geniale intuizione ricavata dall’elementarità strutturale e cognitiva delle finestre e/o dai mouse ispirati da Jean Piaget, basterebbe che si sommasse la ‘sostenibilità’ delle relazioni umane ai collegamenti virtuali, come valore fondante, generato dalla differenziazione delle estensioni finalmente strutturate come realtà da vivere a pieno.
Questa è l’essenza della città, fatta di uomini, inserita nella città….  fatta di ambiente!
 
http://www.costruzioni.net/architetturesottili.htm
http://www.architettare.it/2011/03/ecologia-urbanica/
http://www.contemporaryartaddiction.org/s_culture%20sostenibili/reference.htm
 
Osservatorio sulla città – Nardò (Le)

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