NARDO’: NUOVE VIE INTITOLATE AL MAESTRO STIFANI, AL “CHE”, IMPASTATO E PANNELLA. Undici vie tra la zona industriale e Mondonuovo adesso hanno un nome

La Giunta comunale, con la delibera n. 457, ha provveduto alla intitolazione di alcune vie del territorio comunale, in particolare della zona industriale e in località Mondonuovo a Santa Maria al Bagno. Le nuove intitolazioni sono via Paolo Di Nella, vittima di odio politico; via fratelli Mattei, vittime di odio politico, via vittime di Acca Larentia, via Almerigo Grilz, giornalista e politico italiano; via Peppino Impastato, vittima di mafia; via Ernesto “Che” Guevara, rivoluzionario; via Marco Giacinto Pannella, politico italiano; via Walter Rossi, vittima di odio politico; via Giorgio Perlasca, Giusto tra le Nazioni; via Giorgiana Masi, vittima di odio politico; via Luigi Stifani, terapeuta. La via dedicata al grande maestro delle tarantate è in località Mondonuovo a Santa Maria al Bagno, le altre tutte nella zona industriale.
                “Crediamo di poter valorizzare la vita di queste persone e l’esempio che rappresentano – commenta il sindaco Pippi Mellonesuperando steccati politici, ideologici o di altro tipo e attraversando, da Perlasca a Pannella, decenni della storia del nostro Paese e non solo. Nelle esperienze della guerra, delle rivoluzioni, degli anni di piombo, della lotta alla mafia, della politica, del giornalismo, ci sono state grandi persone che, per motivi diversi, meritano di essere ricordate. Diverso il discorso per il “nostro” grande maestro Stifani, verso il quale questa città ha senza dubbio un debito di riconoscenza”.
                Di seguito, le brevi biografie dei personaggi che spiegano i motivi dell’intitolazione.
Paolo Di Nella (Roma, 10 febbraio 1963 – Roma, 9 febbraio 1983). È stato un attivista italiano ucciso alla fine degli anni di piombo. Giovane militante del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, fu aggredito mentre affiggeva manifesti a Roma e morì dopo 7 giorni di coma.
Fratelli Mattei. Virgilio e Stefano Mattei, di 22 e 8 anni, figli di Mario Mattei, segretario di una sezione del Movimento Sociale Italiano, uccisi nel Rogo di Primavalle, un atto delittuoso di natura politica compiuto da militanti di Potere Operaio nel quartiere di Primavalle, a Roma, il 16 aprile 1973.
Vittime di Acca Larentia. La strage di Acca Larentia avvenne il 7 gennaio 1978 a Roma, nella quale morirono due giovani attivisti del Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, che caddero in un agguato davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano di via Acca Larentia. All’evento è tradizionalmente collegata la morte di un altro attivista di Destra, Stefano Recchioni, che venne ucciso qualche ora dopo da un capitano dei Carabinieri, durante gli scontri scoppiati con le forze dell’ordine in seguito a una spontanea manifestazione di protesta, organizzata davanti alla stessa sede dai militanti missini.
Almerigo Grilz (Trieste, 11 aprile 1953 – Caia, 19 maggio 1987). Giornalista e politico italiano, inviato di guerra indipendente. Ha alternato la passione per la politica e la militanza di estrema destra con quella per il “mestiere” dell’inviato freelance nelle zone “calde” del pianeta. Nel 1987 morì in Mozambico per un proiettile vagante mentre stava filmando uno scontro nell’ambito della guerra civile locale.
Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978). È stato un giornalista, attivista e poeta italiano, membro di Democrazia Proletaria e noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra, a seguito delle quali fu assassinato nel 1978. Oggi simbolo indiscusso della società civile che si ribella al potere mafioso.
Ernesto Che Guevara de la Serna (Rosario, 14 giugno 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967). È stato un rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino. Ebbe un ruolo decisivo nella rivoluzione cubana che portò al potere Fidel Castro. Dopo la sua morte è divenuto un’icona dei movimenti rivoluzionari di sinistra.
Marco Giacinto Pannella (Teramo, 2 maggio 1930 – Roma, 19 maggio 2016). È stato un politico italiano, tra i fondatori nel 1955 del Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali e protagonista delle battaglie civili degli anni settanta e della fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica (divorzio, aborto, nucleare, giustizia, legalizzazione delle droghe leggere, ecc.). Ha praticato lo sciopero della sete e della fame come strumento di lotta politica non violenta e ha operato attivamente nella vita politica italiana attraverso l’intensa applicazione dello strumento referendario, promuovendo, nel corso di tre decenni, la raccolta di quasi cinquanta milioni di firme necessarie alla promozione delle varie campagne referendarie.
Walter Rossi (Roma, 12 aprile 1957 – Roma, 30 settembre 1977). È stato un militante comunista italiano appartenente a Lotta Continua, ucciso all’età di vent’anni da un proiettile che lo colpì alla nuca a Roma nel 1977, mentre partecipava a un volantinaggio antifascista.
Giorgio Perlasca (Como, 31 gennaio 1910 – Padova, 15 agosto 1992) è stato un funzionario, filantropo e commerciante italiano. Nell’inverno del 1944, nel corso della seconda guerra mondiale, fingendosi Console generale spagnolo, salvò la vita di oltre cinquemila ebrei ungheresi strappandoli alla deportazione nazista e alla Shoah.
Giorgiana Masi (Roma, 6 agosto 1958 – Roma, 12 maggio 1977), studentessa italiana. Fu uccisa da un proiettile calibro 22 nel corso di una manifestazione del Partito Radicale, sfociata in violenti scontri tra dimostranti e forze dell’ordine.
Luigi Stìfani (Nardò, 1914 – 2000). Barbiere e violinista italiano. Grazie ai virtuosismi del suo strumento e ai moduli musicali da lui stesso inventati, ha condotto, nel corso della sua vita, innumerevoli esorcismi su donne tarantate, documentando su una rubrica tutti i casi di tarantismo che gli si sono presentati (29 dal 1928 al 1972). Stifani accompagnò Ernesto De Martino in occasione della sua ricerca sul tarantismo negli anni Cinquanta, introducendolo ai simbolismi di una tradizione che trovò spazio in uno dei saggi fondamentali dell’antropologia italiana, La terra del rimorso.
                                                                                                                 Ufficio Stampa

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