NARDÒ NELLA STORIA DELLE FORNACI E DELLA CERAMICA. Domani la presentazione del volume di Riccardo Viganò su antiche botteghe e vasai neretini

Si chiama Alla mensa degli angeli. Storie di ceramiche, botteghe e vasai a Nardò tra i secoli XVI e XIX il volume (Edizioni Esperidi) dello studioso galatonese Riccardo Viganò che verrà presentato ufficialmente a Nardò domani, venerdì 30 settembre, alle ore 19:30 presso la chiesa di Sant’Antonio. Oltre all’autore, interverranno il sindaco Pippi Mellone, l’assessore alla Cultura e al Turismo Francesco Plantera, il docente di Archeologia Medievale dell’Università del Salento Paul Arthur, l’ex direttore del Museo delle Ceramiche di Cutrofiano Salvatore Matteo, l’archeologo Giuseppe Muci, l’editore Claudio Martino e Vittorio Marras, del Gruppo Speleologico Neretino. Proprio il Gruppo Speleologico Neretino, insieme al Comune di Nardò, hanno contributo economicamente alla realizzazione del volume. 
 Riccardo Viganò è un tecnico per la conservazione dei beni culturali e dal 1998 è Ispettore Onorario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia. È impegnato nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali del territorio e si occupa dello studio delle aree di produzione della ceramica post medievale e moderna. Ha all’attivo numerose pubblicazioni sulla storia delle ceramiche, delle fornaci e delle botteghe del Salento. Con questa opera prosegue il suo appassionato studio dei manufatti ceramici neretini offrendo alla comunità scientifica e non, un volume che riesce a dare a Nardò il giusto ruolo nella storia delle fornaci e delle manifatture ceramiche, tra la seconda metà del XVI e gli inizi del XIX secolo. Senza la presunzione di realizzare uno studio esaustivo, ma con l’intenzione di aggiungere un importante tassello allo straordinario patrimonio storico della città neretina, rivelando un sorprendente e inedito passato fatto di storie stratificate di intere famiglie di figuli la cui operosità di gente comune ha contribuito alla fortuna del territorio. Fondamentale nel percorso è stato lo studio delle fonti archivistiche notarili, ecclesiastiche e iconografiche, l’osservazione di materiali editi e inediti provenienti da recenti scavi realizzati a Nardò, il confronto con realtà vicine come, ad esempio, Cutrofiano.
                                                                                                                       Ufficio Stampa, 29 settembre 2016

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