NARDO’ (Lecce ): ARREDO URBANO… CI RISIAMO, MANCA LA GUARNIZIONE !

Vi ricordate quando l’Osservatorio sulla città di Nardò, denunciò la pericolosità della scelta dei portarifiuti della piazzetta di S. Caterina? I bordi della superficie esterna della piastra curva di copertura, infatti, erano stati lasciati a “spigolo vivo” e potevano causare incidenti al semplice contatto, in quanto inseriti in un flusso di persone, anziani e bambini, in continuo e giocoso movimento.

Subito dopo la denuncia, qualche attento “gommista” ebbe l’idea (a questo punto, sufficientemente opportuna) di rendere più sicuri i portarifiuti con una ‘guarnizione’ sui bordi, morbida e arrotondata (forse anche troppo sottile).

Perché allora non ci pensarono prima di posizionare i pericolosi ‘oggetti d’arredo urbano’ fra le centinaia di persone? Di certo, dicemmo allora, l’esperienza e i suggerimenti dell’Osservatorio sulla città, potevano essere utili, se richiesti in tempo. D’altronde, non dimentichiamo che l’Osservatorio ha sempre auspicato la formazione di un ufficio per il centro storico formato da persone che sul territorio avessero dimostrato concreta competenza ed azione indirizzata alla qualità urbana e che bloccasse almeno quelle scelte bislacche fuori dal tempo e dalla storia, per un paese bisognoso solo della opportuna qualità per partire, e non certo di continui ‘addobbi’ senza controllo.

Macchè!

(L’Osservatorio sulla città, per chi ancora non l’avesse compreso, vorrebbe che si puntasse sulla qualità, nelle soluzioni per l’arredo e la ‘qualificazione’ del centro storico comprese le marine, per meglio presentarlo ai suoi cittadini e ai futuri turisti. Solo quest’obiettivo guida i frequenti suggerimenti, commenti e critiche, evidentemente costruttive. Siamo così convinti del nostro apporto alla riflessione sulla qualità degli interventi che ne sentiremo sicuramente parlare ancora diverse volte in futuro. Incomprensibile invece il timore reverenziale che sfiora la ‘sudditanza psicologica’ di stampo medievale, del silenzio sulla qualità, comunicato dalle pur valide tante competenze, chissà perché poi! Boh!).

Ma prendiamo un esempio esplicito per chiarire il concetto, come l’ Osservatorio sulla città, ha fatto da… sempre per tentare di educare alla bellezza.

Più un anno fa, (ottima l’idea per una città d’arte, come ‘vorrebbe’ essere Nardò) spuntano nel centro storico, a pochi passi da ogni monumento, dei leggii come ‘indicatori’, a sostegno delle tabelle per le istruzioni e delle notizie su quei particolari monumenti, di cui il cittadino, il turista o il curioso vuole  scoprirne la storia. Tutto bene fino a qui.

Ma quale soluzione viene adottata?

Un gambo sottile parte da terra e superiormente finisce con la base del leggio (ad altezza di bambino) assolutamente a spigolo vivo. Certo, l’angolo retto del piano è arrotondato ‘in pianta’, ma in sezione? Praticamente risulta una lama ‘inclinata’ sospesa a mezz’aria. Quando qualcuno vorrà, potremo in qualunque momento confrontarci, davanti a telecamere o a cittadini, per sondare e spiegare, quali ipotesi sono più accettabili, di quella adottata.

Caso vuole che il responsabile dell’Osservatorio sulla città, avvertì del particolare ‘inconsueto e poco sicuro’, e si sentì rispondere che non bisognava sempre criticare quello che si fa (già questo conferma una lontananza dalla responsabilità ed esulava dal processo  progettuale e di studio del dettaglio, per quello che stavano andando a sovrapporre come ‘oggetto’ sommato alle peculiarità stilistiche, ambientali e d’arte urbana, per il centro storico).   L’Osservatorio non è nuovo a queste forme di ‘insofferenza’. D’altronde il cittadino concepisce che se gli organi preposti decidono quelle soluzioni, quelle, ‘dovrebbero’ essere le migliori soluzioni e nessuno poi dovrebbe ribattere o criticare la competente realtà. No? (appunto, ‘dovrebbe’)

Naturalmente con umiltà, discrezione e pacatamente (come sempre) il responsabile dell’Osservatorio sulla città ha lasciato fare il lavoro con calma a coloro che erano stati deputati ad eseguirlo certamente non consapevoli di ciò che gli era stato ordinato di fare. Ma il detto latino soccorre l’ Osservatorio sulla città :“Ignorantia legis neminem excusat”, cioè l’ignoranza della legge non scusa (e scuserà) nessuno (qui però la ‘legge’ si intende la ‘sicurezza’ delle persone!).

Poi, siccome proprio l’attività del responsabile dell’Osservatorio sulla città prevede anche, di accompagnare ‘volontariamente’ curiosi, turisti e classi di bambini per indicargli la bellezza dei monumenti e raccontare quei particolari utili alla loro scoperta della bellezza e di come la semplice pietra lavorata, riesca a meravigliare gli uomini, è capitato (purtroppo) di aver dovuto letteralmente “coprire” con le mani i bordi di un leggio, in particolare quando i bambini incuriositi si avvicinano per osservare meglio i monumenti, proprio gli ‘spigoli’ di quei sostegni, mentre passano in velocità, chi sotto, chi a fianco (ma sempre troppo vicino) a quei leggi a portata proprio di “scalpo di infante”.

Passano gli anni, ma la gestione della realtà urbana, a quanto pare, rimane la stessa.  Ciò che  rammarica è che, mai un tecnico, un designer o libero professionista, esperto in queste cose, abbia dato l’idea di apprezzare il lavoro dell’ Osservatorio sulla città (di certo non lo facciamo per essere apprezzati, ma tale silenzio è la conferma di un grande lavoro ancora da fare per comprendere l’assenza della cultura dell’arte urbana, che a quanto pare, parte o patirà proprio con l’Osservatorio sulla città) indirizzato alla difesa e alla valorizzazione  di quelle regole elementari esistenti per il centro storico.

Ora, senza pubblicare foto o video, dei papà che, assistendo all’escursione culturale nel centro storico, hanno realizzato, proprio in quei momenti in cui è evidente la pericolosità di quelle ‘lame sospese’, auspico che il “gommista” di turno, applichi, anche qui, la stessa ‘guarnizione’ dei portarifiuti di S. Caterina, come avvertivo più di un anno fa!

(è paradossale, perché come tanti genitori sanno, arrivati i loro bimbi ad altezza degli spigoli dei mobili, si attrezzano e si istruiscono per apporre palline colorate o gommini sulle parti contundenti, e noi che facciamo invece in città? La stessa cosa, con oggetti ‘aggiunti’ nel tempo, per ovviare a pericolosi ‘urti’. Ma che storia è questa? Ma non si devono sapere prima queste cose?

Quella soluzione andava studiata per bene e non cercando un rattoppo “de nojartri”. Noi affermiamo che a breve verranno modificate quelle forme o aggiunte le guarnizioni , volete vedere? Se così non fosse ognuno trarrà le sua conclusioni sulla qualità della… qualità, di questa città!

Infine, un piccolo piccolo suggerimento utile da dare ai tanti designers o arredatori o tecnici o alle alte sfere decisionali che hanno fra le mani ‘la cosa pubblica’, a supporto e a difesa della qualità del nostro bel centro storico o delle marine. Bene, bisogna sapere che i programmi di progettazione, come i disegni, creano ‘oggetti’ virtuali. Passare dalla virtualità di un oggetto (che sia il leggio o un edificio), alla realtà strutturale e posizionare un ‘elemento’ nuovo tra la gente in movimento o inserirlo nei meccanismi e nei flussi di una città, occorre “notevole attenzione”. Ma non datevi per vinti, ci vuole applicazione e molta esperienza sul campo (andate in un laboratorio del falegname, del fabbro o del vetraio) e vi accorgerete come sia difficile rendere il metallo, il legno il vetro e qualsiasi altro materiale, ‘sicuro’ quando deve esser posto a contatto di un individuo! Non preoccupatevi, in quest’equivoco cadono anche i progetti dei grandi insediamenti residenziali o i grandi musei dei grandi architetti, quindi attenzione alle leggi urbane (bisogna essere educati con lo studio), perché i ‘flussi’, dei mezzi e della gente in movimento cambiano le forme (nella città) e non può sempre soccorrere…

una ‘benedetta’ guarnizione!

 

Vedi anche gli scritti:

(nota – gli scritti non contengono la soluzione del leggio, ma il concetto per cui l’inserimento di corpi nuovi (d’arredo) nella città deve rispettare le regole dei flussi visivi, fisici, significanti e progettualmente opportuni)

http://www.antithesi.info/testi/testo_2.asp?ID=211                   anno 2002

http://www.antithesi.info/testi/testo_2_pdf.asp?ID=263           anno 2003

http://www.costruzioni.net/architetturesottili.htm                     anno 2004

http://www.costruzioni.net/l%27uomourbano.htm                    anno 2004

http://www.costruzioni.net/articoli/urban.htm                           anno  2005

 

Osservatorio sulla città – Nardò (Le)

Scrivi un commento

L'e-mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati sono obbligatori. *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *