NARDO’: LA FORESTA D’ACCIAIO NELLA VILLA COMUNALE. Tre mesi con le opere di Daniele Dell’Angelo Custode, artista dei corpi metallici

Per i prossimi tre mesi sarà possibile ammirare all’interno della Villa Comunale La foresta d’acciaio e Sentinelle, splendide installazioni di Daniele Dell’Angelo Custode, artista che da molti anni stupisce con le sue opere in metallo. Si tratta di moduli di arte urbana, nati dall’estro del maestro neretino, che intende contribuire al cambiamento del paesaggio, scegliendo la via sperimentale di simboli che riqualificano i luoghi e, in questo caso, l’affascinante giardino del Castello degli Acquaviva d’Aragona. Le installazioni (a cura di Paolo Marzano) sono visibili dall’ingresso di via Roma della Villa Comunale.

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Daniele Dell’Angelo Custode ha 55 anni e da sempre lavora i metalli, grazie al laboratorio artigianale del padre. Proprio il precoce contatto con quella materia lo pone di fronte ad una possibilità di progettazione dinamica e diversificata, che gli consente, sin dagli anni Ottanta, diverse occasioni di collaborazioni con professionisti del settore del design, dell’arredamento, dell’architettura d’interni o dell’arte urbana. Da qui l’inequivocabile esperienza nella gestione del metallo, aggiornata nelle sue evoluzioni tecnologiche. Con il tempo Dell’Angelo Custode rielabora alcune idee procedendo ad accostare linee luminose e tubolari intrecciati nella struttura, moltiplicando le possibilità di inserimento “sociale” delle sue opere. Negli ultimi tempi sono diventati prevalenti piani metallici trattati, scheggiati, scalfiti, abrasi, caratteristiche che consolidano la tendenza dell’artista a “intaccare” l’acciaio, ripiegarne la lucentezza e studiarne i riverberi.  Le opere più recenti evidenziano una concreta maturità nell’uso del ferro, di cui sono spie l’inserimento di larghe falci di “corten” sulla tecnica del patchwork metallico e una gestione sempre più libera delle creazioni.
Le opere di Daniele Dell’Angelo Custode sono state esposte a Londra, Bruxelles e Dubai, in tutta Italia e nel Salento. Ora c’è l’abbraccio con la sua città, con una installazione in uno dei luoghi più suggestivi e “visibili”. All’orizzonte c’è Berlino, che apre possibilità infinite di maggiori confronti e ricerche e una sfida continua agli spazi urbani, grazie ai suoi linguaggi sempre diversi e alternativi.
                                                                                                                 Ufficio Stampa
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