NARDÒ: DÀ FUOCO ALLA CONVIVENTE DOPO UN LITIGIO E FINGE UN INCIDENTE DOMESTICO. ARRESTATO DALLA POLIZIA PER TENTATO OMICIDIO E MALTRATTAMENTI AGGRAVATI E REITERATI

La sera del 09 dicembre scorso, personale del 118 è intervenuto in un’abitazione di Nardò (Le) per soccorrere una donna gravemente ustionata.

L’allarme era stato dato dal marito che per telefono aveva riferito di un incidente domestico causato dallo scoppio di un petardo.

Gli operatori del 118 si rendevano immediatamente conto della gravità dell’accaduto, infatti, la donna presentava delle ustioni di terzo grado al volto ed al torace, pertanto richiedevano l’intervento di una volante.

Ai poliziotti del Commissariato di Nardò , il convivente della donna riferiva che la sua compagna 52enne di Neviano  (LE), nell’accendere il camino si era ustionata con dell’alcool.

Tale dichiarazione, accerteranno successivamente gli investigatori, risultava contrastare con quanto asserito al momento della richiesta dei soccorsi.

Nell’immediatezza, non era possibile acquisire le dichiarazioni della ferita che si trovava, date le condizioni, nell’impossibilità di parlare.

Tuttavia, si cercavano nell’appartamento elementi utili ad accertare la dinamica di quello che al momento sembrava un incidente, senza trovare riscontro alle dichiarazioni dell’uomo, infatti non vi era in casa alcun fuoco acceso.

La donna veniva ricoverata in codice rosso presso l’Ospedale Perrino di Brindisi – Reparto Grandi Ustioni, in prognosi riservata.

Dalle indagini di polizia giudiziaria svolte è emerso un inquietante quadro di maltrattamenti e violenze poste in essere dal convivente nel corso di una convivenza durata quattro anni.

Nel momento in cui la donna è stata in grado di parlare, gli investigatori si sono recati presso l’Ospedale di Brindisi per sentire la vittima; e qui si è potuto ricostruire l’esatto svolgimento dei fatti: per una lite banale, la sera del 9 dicembre il compagno gettava dell’alcool sul volto della donna dandole fuoco; le fiamme si propagavano sul tronco e sul volto e venivano spente dalla donna stessa con dell’acqua nel bagno di casa.

Accortosi della gravità del fatto, intuendo di non essere più in grado di gestire la situazione, l’uomo si professava disposto a chiamare il 118 intimando alla vittima di non riferire quanto successo e di raccontare che si era trattato di un incidente.

Invece la donna, prima di perdere conoscenza già ai sanitari del 118 aveva dichiarato di essere stata bruciata, come verrà poi documentato.

Gli elementi sopra evidenziati, comprese le numerose contraddizioni dell’indagato, a quel punto, permettevano di delineare un quadro preciso e logico che veniva cristallizzato in una dettagliata informativa di reato trasmessa al P.M. della Procura di Lecce, Dott.ssa Maria Vallefuoco.

Il P.M. formulava la richiesta di custodia cautelare in carcere a carico dell’indagato, per i reati di tentato omicidio e maltrattamenti con aggravio di recidiva, accolta dal GIP del Tribunale di Lecce, dott.ssa Annalisa De Benedictis con emissione di Ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita alla prime luci dell’alba dagli Agenti del Commissariato di P.S. di Nardò.

 

 

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