Nardò, ADC: violato l’art. 21 del Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale

Riceviamo  e pubblichiamo il comunicato stampa dell’ADC di Nardò.
Comunicazione, a firma congiunta, del Consigliere Comunale di Nardò Lorenzo SICILIANO e della Responsabile dell’Associazione “AVVOCATIDEICONSUMATORI NARDO’” Moira EPIFANI, con la quale si richiede l’intervento immediato dell’Ill.mo Sig. PREFETTO della Provincia di Lecce, al fine di ripristinare i principi di democrazia che, a nostro dire, sono venuti meno all’interno dell’assise comunale di Nardò, a seguito del mancato rispetto, da parte del Presidente del Consiglio Comunale del medesimo comune, Ing. Ettore Tollemeto, dell’art. 21 del Regolamento del Funzionamento del Consiglio Comunale, che al comma 6 prevede che le mozioni debbano essere iscritte all’ordine del giorno della prima adunanza del Consiglio che sarà convocata dopo la loro presentazione.
Orbene, nel caso specifico, nonostante il Consigliere Comunale Siciliano avesse protocollato il 2 dicembre scorso una mozione da iscrivere, così, nel prossimo consiglio comunale che si terrà in prima adunanza il 19 dicembre alle ore 17, sulla base di argomentazioni prodotte dall’Associazione AVVOCATIDEICONSUMATORI a richiesta del ripristino delle 2 postazioni di libera vendita di giochi pirici durante il periodo di Natale, soppresse con Delibera C.C. n. 90 del 18/11/2016, il Presidente del Consiglio Comunale in questione non ha adempito a detto dovere, previsto da Regolamento.
L’intervento immediato richiesto al Prefetto di Lecce intende ottenere l’inserimento della mozione consiliare illegittimamente non considerata, da aggiungersi agli altri punti all’ordine del giorno individuati per il prossimo consiglio comunale del 19 dicembre.
Con preghiera di cortese pubblicazione e divulgazione.
Cordialità.
Il Consigliere Comunale PD di Nardò Lorenzo SICILIANO
e
La Responsabile AVVOCATIDEICONSUMATORI di Nardò Moira EPIFANI.
                                                                    A Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce
                                                                                          e p.c. Ill.mo Sig. Sindaco Comune di Nardò
                                                                                         e p.c. Presidente Consiglio Comunale Nardò
Nardò, lì 14/12/2016
Oggetto:  Violazione art. 43 D. Lgs. 18 agosto 2000 n° 267, art. 17 Statuto Comunale e art. 21
                 comma 6 e 7 da Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale.
Il sottoscritto Consigliere Comunale di Nardò Lorenzo SICILIANO, appartenente al Gruppo Consiliare del Partito Democratico, congiuntamente alla sottoscritta Moira EPIFANI, Responsabile della sede di Nardò di Avvocatideiconsumatori, Associazione di Tutela dei Diritti dei Consumatori ed Utenti, in qualità di soggetto portatore di interessi collettivi,
con la presente intendono mettere al corrente S.E. il Prefetto di Lecce che il Presidente del Consiglio Comunale di Nardò Ing. Ettore TOLLEMETO, nonostante le sollecitazioni ricevute in più occasioni, si sia rifiutato di mettere all’ O.d.g. del Consiglio Comunale del 19 dicembre 2016 alle ore 17.00 in prima convocazione ed in seconda convocazione per il giorno 20 dicembre 2016 alle ore 18.30 la MOZIONE CONSILIARE presentata dal sottoscritto Consigliere Comunale in data 02/12/2016 avente ad oggetto “Richiesta di Ripristino n. 2 postazioni soppresse con Delibera C.C. n° 90 del 18/11/2016 nella parte di cui alla scheda n. 16 del Piano del Commercio su Aree Pubbliche sulla base delle recenti precisazioni ed indicazioni pervenute circa la differenza intercorrente tra la definizione di “giochi pirici di libera vendita” ed i cosiddetti “botti e fuochi” e conseguente proposta di imposizione del divieto di <<sparo>> di botti, petardi e fuochi d’artificio che prevedono lo <<scoppio>> in ogni periodo dell’anno”, allegata in copia all’uopo per Vs. scienza.
Così facendo, il Presidente del Consiglio Comunale di Nardò avrebbe violato le norme giuridiche e gli articoli statutari che regolano il rapporto democratico all’interno del Consiglio Comunale.
In particolare, ci riferiamo alla violazione di cui al Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, comma 6 art.21 all’uopo allegato in copia, che testualmente recita: “ le mozioni devono essere presentate per iscritto al Presidente del Consiglio Comunale, sottoscritte dal Consigliere proponente e sono iscritte all’ordine del giorno della prima adunanza del Consiglio che sarà convocata dopo la loro presentazione”, nonché al successivo comma 7 del medesimo Regolamento, nella parte di cui “ la mozione consiste in una proposta, sottoposta alla decisione del Consiglio Comunale, nell’ambito delle competenze dello stesso stabilite dalla legge e dallo statuto, riferita all’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo, alla promozione di iniziative e di interventi, da parte del Consiglio o della Giunta nell’ambito dell’attività del Comune e degli enti ed organismi allo stesso appartenenti ed ai quali partecipa. La mozione si conclude con una risoluzione ed è sottoposta all’approvazione del Consiglio, nelle forme previste per la votazione delle deliberazioni”.
La mozione di che trattasi, a firma del sottoscritto Consigliere Comunale, prendeva spunto dall’articolo di stampa pubblicato da un quotidiano locale a firma della sottoscritta Moira Epifani, Responsabile dell’Associazione Avvocatideiconsumatori Nardò, che proponeva all’Amministrazione in questione di modificare la Delibera di C.C. n.90 del 18 novembre 2016 nella parte di cui alla scheda n.16 del Piano del Commercio su Aree Pubbliche, come si evince da qui allegata richiesta a firma della sottoscritta, per il ripristino della soppressione decisa di n. 2 posteggi tipologia giochi pirici, al fine di scongiurare essenzialmente la perdita dei posti di lavoro in questione e per le altre argomentazioni prodotte nella stessa missiva, in primis il fatto che la delibera di c.c. in questione sarebbe stata approvata sulla base di errate interpretazioni della legislatura in tema di giochi pirici, per le quali viene posta chiarezza dall’associazione dei consumatori, in secundis la circostanza che, l’avvenuta così modifica del Piano Commercio che ci occupa, si sarebbe verificata senza la doverosa preventiva acquisizione dei pareri da parte delle imprese del commercio e delle organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello regionale, unitamente alle associazioni dei consumatori.
Quanto sopra rappresentato, con riferimento all’oggetto della mozione, è unicamente ad evidenziare in quale misura l’atteggiamento disarmante del Presidente del Consiglio Comunale, non adempiendo ad un preciso obbligo posto dalle norme sopra richiamate, abbia limitato le prerogative del sottoscritto Consigliere Comunale.
E’ doveroso altresì rimarcare la circostanza che, quanto sopra avvenuto, non costituisce caso sporadico, in quanto, anche in data 24 novembre scorso, durante il corso del question time in Aula Consiliare, il Presidente del Consiglio Tollemeto arbitrariamente decideva di eliminare, dalle interrogazioni presentate, quella del sottoscritto Consigliere Comunale riguardante il noto “caso mensa”. Detta interrogazione,  presentata dal sottoscritto Consigliere Comunale in data 14 novembre 2016 al fine di discutere del caso di cui sopra nella Commissione preposta e durante il question time, risulta così tutt’ora inevasa, senza giustificato motivo.
Considerato inoltre che
-come previsto dal Consiglio di Stato, Sezione V, Sentenza 3 marzo 2004, n. 1042 “la revoca della carica di presidente del consiglio comunale è legittima quando si fonda sulla principale considerazione che il medesimo, attraverso una serie di condotte politiche, realizzate all’interno del consiglio e in altre sedi, abbia assunto un atteggiamento incompatibile con il ruolo istituzionale super partes attribuito al presidente del consiglio”
-come previsto dal Consiglio di Stato, Sezione V, Sentenza 18 gennaio 2006, n. 114, la mancata iscrizione all’o.d.g. da parte del Presidente di Consiglio di una proposta di delibera può essere considerata come violazione della neutralità istituzionale propria della funzione
-stante l’infruttuosità delle diverse sollecitazioni avanzate dal sottoscritto Consigliere Comunale al Presidente del Consiglio Comunale di Nardò, dimostratosi assolutamente indifferente alle questioni ed ai problemi prospettati
 
CON LA PRESENTE CHIEDIAMO
un Suo cortese e, se possibile, celere, intervento al fine di ripristinare i principi di democrazia che sono venuti meno all’interno dell’assise comunale di Nardò, col rispetto da attribuirsi all’art. 21 del medesimo Regolamento del Funzionamento del Consiglio Comunale, affinchè la S.V. Ill.ma possa peraltro provvedere a far aggiungere, all’Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale di Nardò, il punto relativo alla mozione illegittimamente non considerata, nella certezza di una Sua risoluzione al problema sopra lamentato dal sottoscritto Consigliere Comunale nelle vesti di rappresentante del popolo, nonché dalla sottoscritta Responsabile della Associazione Avvocatideiconsumatori di Nardò, portavoce delle istanze dei cittadini e delle loro innumerevoli lamentele, raccolte a riguardo.
Distinti saluti.
All. c.s.
Il Consigliere Comunale di Nardò Lorenzo SICILIANO
La Responsabile di Avvocatideiconsumatori Nardò Moira EPIFANI

 

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