L’Ospedale di Nardò è il fallimento della politica dei favori

Un fantasma imponente si erge ai margini della città, sulla direttrice che unisce la strada tarantina alla statale 101 per Lecce. Si trova ben posizionato fra Nardò e Galatone, distanti appena 4 km (50.000 abitanti residenti) e a due passi dalla stazione ferroviaria FSE “Nardò Centrale”.

E’ lo storico Ospedale “S. Giuseppe-Sambiasi”, ben visibile dal Palazzo di Città attraverso la spaziosa e rettilinea via XXV Luglio.

Qualche anno fa, il luogo pullulava di gente, automobili, autombulanze; l’Ospedale era gremito di pazienti abbisognevoli di medici, paramedici e personale, tutti preparati, competenti ed entusiasti del proprio lavoro. Negli anni 2000-2002 si contavano circa 1000 parti all’anno e le pazienti arrivavano spontaneamente dal sud della provincia (Alliste, Ugento, Taviano, ecc), ma anche da fuori provincia (Avetrana, Manduria, ecc). Era altamente produttivo anche negli altri reparti di pediatria, ortopedia, chirurgia, ecc.!

Chissà se il Sindaco della Città si affaccia ogni tanto dalla sua finestra del Castello aragonese, all’altra estremità di via XXV Luglio, per osservare questo scempio e riflettere sul delitto di cui anch’egli è colpevole, insieme a tutta la sua Amministrazione comunale e magari decidere di riscattare la propria coscienza dimettendosi.

Tutta l’Amministrazione è colpevole di ciò, avendo fatto proclami vani ed a volte clamorosi, durante i numerosi cortei e manifestazioni della popolazione. Tutte menzogne e manovre di bassa propaganda che fanno leva sui sentimenti più cari della popolazione e sull’orgoglio neretino!

L’Amministrazione comunale gioisce e si vanta di avere organizzato un burraco di beneficenza, la tombolata o per le “social card” (circa 250 euro) alle famiglie povere, senza rendersi conto che per tali operazioni non c’è bisogno di Assessori e Consiglieri ma basterebbe l’impegno di semplici impiegati comunali. Se non ci fosse l’attuale Consiglio comunale, avremmo gli stessi risultati che stiamo ottenendo e per di più il risparmio degli stipendi e dei gettoni di presenza dei politici locali!

I nostri consiglieri provinciali, inoltre, dovrebbero relazionare continuamente sul lavoro dell’Amministrazione provinciale e sul loro impegno nell’interesse di Nardò, anziché avere esclusivamente un ruolo di “corrispondenti giornalistici” presso il Palazzo di Città.

 

Ho appreso il tragico evento che ha interessato lo studente del Liceo di Lecce, deceduto tragicamente durante la lezione. La mia convinzione è che questa morte poteva essere evitata. Sui giornali si leggono molte affermazioni inutili, ma nessuno chiede se la scuola era provvista del Certificato di Prevenzione Incendi e del Certificato di Agibilità. E’ questo il quesito più importante a cui deve dare risposta la Procura della Repubblica!

L’esperienza professionale mi porta a queste affermazioni e da qualche anno ormai ho consegnato diverse denunce ed esposti, riferiti particolarmente agli ospedali ed in cui si afferma la totale assenza di sicurezza in tutti i fabbricati che ospitano uffici ed attività pubbliche. Perché la Procura della Repubblica apre l’indagine dopo che è accaduto il tragico evento e non interviene preventivamente, anche in conseguenza di segnalazioni e denunce circostanziate dei cittadini? Eppure è dal 2010 che riceve segnalazioni firmate da migliaia di cittadini del territorio di Nardò. Fra tutte compare, ad esempio, la mancanza della Valutazione dei Rischi sulle strutture sanitarie esistenti, che andava redatta prima del varo del Piano di Riordino.

 

In conseguenza di tutto ciò, verrà consegnata nei prossimi giorni, presso il Commissariato di P.S. di Nardò, un’ulteriore denuncia-esposto su mancanze gravi di sicurezza che riguardano l’Ospedale di Gallipoli, in cui è stato inaugurato recentemente il Centro di Rianimazione.

 

Colgo l’occasione, in attesa dei prossimi ed impegnativi passi, per lanciare un appello a tutti i neritini, che hanno a cuore il “proprio territorio”, a contattarmi per formare un nucleo di azione e di controllo su tutti gli atti pubblici che interessano Nardò. Lo spettro d’azione è diventato ormai così esteso che c’è bisogno di cittadini attivi, volenterosi e soprattutto onesti, animati di amore per la Città e per il bene pubblico. Professionisti, artigiani, commercianti, impiegati, imprenditori, tutti dovrebbero concorrere e dare il proprio contributo alla gestione della “cosa” pubblica.

Tutti coloro che mi contatteranno (email aantico@tiscali.it) saranno invitati e coinvolti.

 

DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO

Francesco Antico

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