LO SPAZIO ACCESSIBILE E/E’ PRATICABILE !

Piste ciclabili? Dove trovare il perfetto connubio tra percorsi sul lungomare e passeggiata in bicicletta, spostandosi serenamente su una meravigliosa terrazza salentina?
A NARDO’, “NATURALMENTE”, (non male come spot, ci riserviamo il copyright comunque!).
In particolare, vorremmo sottolineare il caso delle belle e ridenti marine di S. Caterina e S. Maria al Bagno o della zona Quattro colonne.  ‘Sarebbero’ veramente un EDEN affacciato sul mare, ma…,  per ora , occorre usare il condizionale.
Abbiamo tante volte osservato e fin dall’inizio posto delle riflessioni sul suo progetto (articoli alla mano). Dibattemmo la ‘discutibilità’ della riqualificazione di parte della piazzetta. Però, poi, alla speranza di riqualificazione non è seguito un vero ‘salutare’ intervento. 
Il punto debole? E’ presto detto!
Infatti, dichiarammo e avvertimmo subitamente che il transito indiscriminato di automobili di ogni genere e portata, quindi con le relative conseguenze di congestionamento veicolare e inquinamento atmosferico, si sarebbe trovato troppo a ridosso; tra la ringhiera del porticciolo interno di S.Caterina e i tavolini dei caffè.
IMPENSABILE!  INCREDIBILE!  IMPERDONABILE! ASSOLUTAMENTE ERRATO PER UN LUNGOMARE CHE DOVRA’ APRIRSI ALLA QUALITA’ DELLE SOLUZIONI ADOTTATE PER MIGLIORARAELA SUA OFFERTADI SVILUPPO.
Da allora i pesanti e frastornanti SUV, come le centinaia di motociclette o di automobili, dopo una serie di curve a gomito che obbligano a rallentare e ri-accelerare, il cui passaggio, oltre che a scardinare e scardinerà continuamente, i basoli di una delle più belle piazzette, espone il proprio tubo di scappamento, paradossalmente pensate un po’, all’altezza dei tavolini da colazione o dei bambini che mangiano il gelato con i genitori, oppure disturbano quei cittadini e quei turisti che dovrebbero godere solo della bella terrazza, su uno dei porticcioli più belli del Salento, appunto, quello di S. Caterina di Nardò.
Ricordo da sempre che l’Osservatorio sulla città è nato per riattivare quella, sopita, coscienza civica, avendo come obiettivo la promozione della conoscenza delle trasformazioni in corso e per avvicinare i cittadini alle sedi delle decisioni pubbliche che riguardano direttamente il loro destino comune. L’obiettivo dunque è riuscire a guardare con maggiore sicurezza quella costruzione del ‘bene comune’, inteso come necessario programma reale per il futuro del nostro territorio.
Diciamo la verità, ci siamo accorti tutti che la distanza dall’affaccio sul mare, è poca, rispetto alla scelta di apporvi, nel mezzo (ripetiamo un errore urbano gravissimo) una via di scorrimento “molto frequentata” e molto, troppo carrabile!
Una semplice verifica, però, la possiamo fare in quanto la conferma è in bella vista, tutta intorno a noi. Per i soldi spesi, per le teorie di sviluppo prefigurate, per le grandi e sentite parole spese e le energie umane messe in gioco, il risultato esistente, è ragionevole?
Se la risposta è sì, allora siamo apposto e non dobbiamo lamentarci di nulla. Se la risposta è no, allora qualcosa va cambiata quanto prima.
Sappiamo solo che nelle zone rivierasche prettamente d’affaccio sul mare, gli spazi e le vie carrabili devono solo servire i residenti, i veicoli per disabili e i veicoli di soccorso. Le arterie e le vie di grande scorrimento vanno assolutamente poste in zone lontane. Noi dell’Osservatorio sulla città ci siamo dissociati allora e ci dissociamo ancora adesso, preoccupandoci logicamente per queste scelte, già da tempo denunciate, certamente pressappochiste, superficiali che frenano la qualità degli interventi e degradano la percezione della bellezza che, questi luoghi, davvero potrebbero possedere.
Auspichiamo che sia proprio, questo silenzio esplicito, di fronte all’evidenza dei fatti o ai  misfatti, che suggerisca “lo scarto”, “il discrimine”, “la selezione”, dei prossimi profili e le nuove professionalità della classe politica futura o che entreranno comunque nell’ambito della gestione della nostra città.
Perciò in un contesto di forte ‘personalizzazione’ delle politiche, del mancato confronto tra  i diversi individui e il ‘servizio’ dei loro rappresentanti, si finisce per amplificare l’individualismo e accrescere la forte carenza di coraggio, nella denuncia delle cose più semplici, aprendo così la porta al pressapochismo. Occorre maggiore buon senso nella scelta di profili congrui alla organizzazione della cosa pubblica.
Esempi come questo, debilitano la forza della bellezza ricercata e da evidenziare a favore di soluzioni che invece di liberare dal traffico l’affaccio sul mare, lo congestionano inquinandolo e degradandolo. Non è più accettabile e ammissibile. Quindi negli ultimi anni, chiara è la grande omissione nella ricerca della qualità degli interventi a favore del cittadino.
L’Osservatorio sulla città si porrà comunque sempre in ascolto. Vorrà, con tale atteggiamento, come ha sempre fatto, confrontarsi con coloro che sono capaci e possono agire e scegliere tra ipotesi e riflessioni, rispetto al silenzio evidentemente interessato o isolando quell’autismo intellettuale di cui Nardò soffre tremendamente, scivolando facilmente nell’indulgente silenzio autoreferenziale, capace perlopiù di incredibili clamorose sopravvalutazioni che hanno poi condannato e congelato un intero paesaggio per venticinque anni.
Chi ha voglia di città deve parlare dei suoi desideri e questo riteniamo sia il momento giusto. L’ignavia è palese, ma sarà esclusa (secondo noi si è aridamente già auto-esclusa) da qualunque tavolo di discussione e dalla crescita comune.
Occorre naturalmente condivisione e confronto.
Osservatorio sulla città – Nardò (Le)

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