L’INGREDIENTE PERDUTO

L’ingrediente perduto
Recensione di Lucia Accoto — giornalista.

L’eco ed il respiro del tempo partoriscono ricordi, mai sopiti. Quando il sole scivola all’orizzonte non si possono dimenticare i crepuscoli dell’estate che salutano gli animi. Si vuol trattenere i colori dove gli occhi vogliono vedere. È facile nuotare a lungo, con i pensieri, prima di prendere la rincorsa e planare verso i sorrisi. Quelli che accarezzano lo sguardo di tanti. Di noi, un tempo fanciulli e di chi fanciullo, forse, non è stato mai. L’estate quando l’arsura è così forte che nulla riesce a muovere e la gente sta immobile seduta, i ricordi scorrono lenti in un intreccio di affetti, separazioni, di rimpianti, di desideri, di attimi e di profumi. Ma c’è sempre qualcosa che non può tornare. Perduto per sempre. A volte è il naso a farci scoprire la vita, a riportarci a casa. Con le narici al vento afferriamo gli odori. Quelli dolci e piccanti dei capperi in fiore, quelli aspri del rosmarino. Quelli dei fichidindia spaccati in terra che ci ricordano che l’estate sta finendo, l’odore selvatico degli uomini che lavorano sotto il sole. L’odore forte e violento del mare, quello della terra dopo la pioggia e quello dei campi quando non piove da troppo tempo. Eppure ci sono posti che hanno paura del naso. Dove gli odori si inventano. Dove pranzo e cena non hanno il profumo di casa.
Il romanzo L’ingrediente perduto, di Stefania Aphel Barzini, di Sonzogno editore, è legato ad una ricetta, la parmigiana di melanzane. Ma è molto di più. È la storia di un intreccio di affetti, di separazioni, di rimpianti, di rimorsi, di quattro generazioni che si incontrano, si scontrano e si rincorrono. È la storia di Rosalia, una bimba di dieci anni che all’inizio del novecento, abbandona la sua isola, Stromboli, per l’America, insieme alla zia. Una vita tanto simile a quella di milioni di emigranti, che sperano di lasciarsi alle spalle stenti e povertà. Il giorno della partenza Nanna Concetta, per l’occasione, prepara la parmigiana. Zia e nipote mangiano senza alzare gli occhi dal piatto. E mai la parmigiana era sembrata così buona. Una festa per gli occhi, per il naso, ma soprattutto per il cuore. Le due giovanissime, pronte per la terra promessa, per l’America, capirono l’anima di quel piatto, così profumato, così ricco di sapori, di parole non dette, di gioie non vissute, di un amore forte per la propria terra.
Qualcosa dell’isola doveva partire con loro. Per riportarle a casa ogni volta che ne sentivano la nostalgia. La più importante e l’unica, quella che non le avrebbe mai tradite fu la padella di ferro. Dentro ad ogni ricetta, il profumo ed il ricordo di casa, di Stromboli.
L’ingrediente perduto di una famiglia, di quattro generazioni, la saga di due continenti, l’Italia e l’America. È il racconto fra donne, Rosalia, Cannie, Sandy, Sarah, che incarnano la storia del nostro passato, delle nostre origini, delle miserie e delle speranze, e delle loro ricette che hanno aiutato a sopravvivere.

 

Scrivi un commento

L'e-mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati sono obbligatori. *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

CulturiaChannel.it

Storia, Cultura e Tradizione, offerta turistica ed enogastronomica. Eventi, imprese ed artigianato locale.
CulturiaChannel promuove le manifestaizoni legate all'Arte, alla Cultura, alla Musica, al Teatro, alla Danza, all'Architettura, con particolare riguardo verso storie di vita popolare, la Tradizione, il Culto e le manifestazioni locali, per incentivare tutto cio che appartiene alla nostra memoria storica, al nostro folklore.

Indici di Borsa Mondiali

Investing.com Italia
Save the Children Italia Onlus