LECCE: PERSEGUITA LA EX E LE SFONDA LA PORTA DI CASA

Nel pomeriggio di ieri, personale della Polizia di Stato è intervenuto in una via del centro storico cittadino dove era stata segnalata l’aggressione di una ragazza.
Sul posto gli operanti rintracciavano due giovani donne che apparivano in evidente stato di agitazione e presentavano delle ferite sugli avambracci. Una delle due riferiva che, poco prima, si era presentato alla sua abitazione l’ex ragazzo che, trovando la porta dell’ingresso principale chiuso, dapprima suonava insistentemente il suo campanello e poi, non ricevendo risposta, riusciva ad accedere nella palazzina facendosi aprire da altri. L’uomo raggiungeva, quindi, l’appartamento della donna e proseguiva nella sua azione persecutoria continuando a suonare al campanello di ingresso.
Attraverso la porta la ragazza lo invitava ad allontanarsi ma questi, incurante di tutto, apostrofava le ragazze con parole offensive e minacce; sfondava, quindi, con un calcio la porta in legno, danneggiando il montante e la serratura, riuscendo così a guadagnare l’accesso
Le ragazze, conoscendo il carattere violento dell’uomo, identificato poi per P.A., leccese del’87, che era stato già più volte denunciato per comportamenti simili, sono scappate nascondendosi dietro una porta a vetri del corridoio, che veniva frantumata con un pugno, facendo rovinare i vetri addosso alle due giovani donne e procurandogli dei vistosi tagli.
Nella circostanza, poiché anche l’uomo si feriva al braccio e si allontanava per medicarsi in bagno, una delle due donne ne approfittava per uscire di casa e cercare aiuto.
Intuito, quindi, che presto sarebbe arrivata la Polizia, P.A. si allontanava dall’appartamento continuando a proferire frasi ingiuriose e sferrando pugni contro un’autovettura parcheggiata nei pressi.
I poliziotti, pertanto, diramavano le informazioni acquisite sull’uomo e la descrizione somatica e degli indumenti dello stesso, precisando che si era presentato con un cane di grossa taglia, razza Pitbull Amstaf, di colore marrone con muso bianco.
Le due donne ferite, dopo aver ricevuto le cure dal pronto soccorso ed essere state dimesse con una prognosi di  5 giorni  ciascuna, con diagnosi di “abrasioni spalla destra e mano sinistra, strattoni al collo” e “abrasioni braccio destro e gamba destra”, raggiungevano gli uffici della Questura per formalizzare denuncia.
L’uomo veniva rintracciato, poco più tardi, da una volante, appiedato e senza il cane, in una via periferica della città. Fermato, veniva accompagnato al pronto soccorso per la cura della ferita all’avambraccio e poi in Questura per procedere contro di lui.
Ed infatti, alla luce di quanto accaduto e degli episodi pregressi già denunciati in altre occasioni dalla sua compagna, sentito il P.M. di turno, P.A. veniva tratto in arresto , per atti persecutori, lesioni colpose e danneggiamento aggravato e ristretto ai domiciliari presso l’abitazione del padre.
8 giugno 2016

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