LECCE MAXI SEQUESTRO DI MARIJUANA A SAN PIO

Nella serata di ieri, al termine di un’operazione di polizia giudiziaria finalizzata alla repressione dei reati inerenti il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti,  personale della Squadra Mobile ha tratto in arresto AHMETOVIC Senad , nato a Bari nel’93 e residente al campo nomadi Panareo, trovato in possesso di  kg. 11, 787 di sostanza stupefacente del tipo marijuana, suddivisa in 11 panetti.
L’arresto veniva effettuato dopo un’  attività info – investigativa svolta da personale della squadra mobile che apprendeva che i fratelli di origine slava AHMETOVIC Senad e A. D., si erano resi promotori di un intenso traffico di sostanze stupefacenti nella zona di San Pio. Al riguardo, si sottolinea che  A. D. si trova in un’abitazione di quel quartiere, ristretto agli arresti domiciliari, proprio per reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti.
Alle ore 18.00 di ieri, veniva avviato un servizio di osservazione nelle vicinanze della sua abitazione e alle successive ore 19.40 nei pressi del cancello d’ingresso, i poliziotti vedevano giungere un’autovettura Audi A7 di colore scuro della quale, a causa delle avverse condizioni atmosferiche, non si riusciva a rilevare la targa. Dal lato passeggero scendeva AHMETOVIC Senad, riconosciuto da uno dei poliziotti operanti che, con altro personale di questa Sezione Antidroga, aveva avuto modo di vederlo più volte in precedenti servizi di osservazione. AHMETOVIC Senad faceva ingresso nello stabile , mentre l’autovettura si allontanava dal luogo.

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Alle ore 19.45 nei presi del cancello di ingresso giungeva un’autovettura Wolkvagen Golf di colore blu guidata da un uomo. L’auto si fermava nei pressi del medesimo ingresso da dove usciva AHMETOVIC Senad il quale, dopo essersi guardato attorno con circospezione, apriva lo sportello lato passeggero e prelevava un grosso bustone in cellophane nero, di quelli comunemente utilizzati per la raccolta dei rifiuti. Il sacco nero appariva abbondantemente rigonfio come se all’interno fosse contenuto qualcosa di voluminoso. Subito dopo AHMETOVIC Senad faceva rientro in casa e l’autovettura si allontanava repentinamente dal luogo. Per i motivi già evidenziati anche di questa autovettura non era possibile rilevare la targa.
Avendo il fondato sospetto che la busta vista nelle mani di  AHMETOVIC Senad potesse contenere della sostanza stupefacente si decideva di effettuare una perquisizione domiciliare.

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Immediatamente dopo gli investigatori bussavano alla porta dell’appartamento abitato dai fratelli AHMETOVIC qualificandosi come personale della Polizia di Stato, ma prima che qualcuno venisse ad aprire si udivano dei rumori, nonché dei tonfi che facevano sospettare che gli occupanti dell’alloggio si stessero sbarazzando di qualcosa.
Dopo qualche minuto la porta veniva aperta e si faceva ingresso nell’alloggio nel quale si trovava AHMETOVIC Senad e il fratello , nonché  quattro donne tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare.
Posto quanto accaduto, prima dell’apertura della porta dell’alloggio, si procedeva immediatamente a ispezionare i terrazzi adiacenti e sottostanti l’appartamento e  su quello della cucina, dove venivano rinvenuti  4 panetti di forma rettangolare confezionati sottovuoto con cellophane trasparente e nastro da imballaggio di colore marrone, contraddistinti con la lettera P di colore rosso, per un peso complessivo di grammi 4331 lordi. Sul terrazzo  sottostante la finestra della camera da letto veniva rinvenuto e recuperato un borsone di colore bleu contenente 6 panetti simili a quelli rinvenuti sull’altro terrazzo del peso complessivo di grammi 6425 lordi e una pochette in similpelle di colore nero contenente un panetto di forma ovale confezionato con cellophane trasparente e pellicola per alimenti, del peso di grammi 1031 lordo. Appariva quindi evidente che i rumori uditi ed in particolar modo i tonfi erano stati provocati dalla caduta dei grossi involucri di marijuana sui terrazzi adiacenti l’abitazione che erano stati buttati dagli AHMETOVIC.
Della complessiva attività di polizia giudiziaria veniva informata la dr.ssa Roberta Licci, PM di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Lecce, che disponeva la traduzione dell’arrestato presso la locale Casa Circondariale.
21 maggio 2016

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