Le telecamere della Rai sul Centro di Procreazione Medica Assistita del “San Giuseppe Sambiasi ” di Nardò.

Riflettori   Rai puntati lunedì scorso, 13 gennaio 2014, sul Centro di Procreazione Medica Assistita del “San Giuseppe  Sambiasi ” di Nardò.
Le telecamere della Rai hanno girato, nel reparto che dal  maggio  2012 è autorizzato istituzionalmente ad effettuare tecniche di fecondazione assistita di primo e secondo livello e cioè inseminazione intrauterina, Fivet/ Icsi e transfer embrionario, un servizio che andrà in onda domenica 19 gennaio su Rai Tre alle ore 11.10 nell’ambito della rubrica “Est Ovest

A selezionare il Centro, diretto dal dott. Antonio Luperto, per girare e realizzare il servizio che punta ad illustrare  punti di forza e di debolezza dell’applicazione della legge 40, a dieci anni dalla sua applicazione,  è stata la redazione nazionale  Rai che ha contattato il responsabile del Centro  lo scorso 6 gennaio.
Quando  ha chiamato Vito Giannulo  dalla Rai – spiega il dott Luperto- sono rimasto piacevolmente sorpreso. Mi ha illustrato la scaletta e lo scopo del servizio, che è stato realizzato in reparto lunedì scorso a cura del giornalista Antonio Gnoni.  che è, appunto, quello di evidenziare le eccellenze,  in questo settore, presenti sul territorio nazionale ma anche  quello di riaprire  un dibattito, e così  nuove frontiere, su quelle che sono le limitazioni della legge nazionale sulla fecondazione assistita, appunto la legge 40.

Ad oggi ancora molto intenso risulta essere il turismo verso l’estero legato alla necessità di ricorrere alla riproduzione assistita soprattutto per quanto riguarda la fecondazione eterologa vietata dalla legge 40  che cosi favorisce la migrazione  soprattutto verso l’Est di coppie in cerca di un speranza . E ’questo il turismo riproduttivo: cittadini residenti nei paesi più fiscali in materia di procreazione assistita, che si spostano in quelli la cui normativa è più libertaria solo per effettuare l’operazione. La legge italiana, vietando, ad esempio, qualsiasi tipo di fecondazione eterologa, è tra le più restrittive sul panorama europeo e fa degli italiani i più propensi ad andare all’estero: le statistiche parlano di 10.000 coppie che, ogni anno, partono dall’talia  per dirigersi all’estero.

Da considerare poi che molti italiani non sono ben a conoscenza dei cambiamenti della sentenza della Corte Costituzionale del 2009che permette cose che prima non lo erano. Inoltre il fenomeno del passaparola in questo settore è ciò che più conta. Le coppie italiane non hanno fiducia nella sanità locale e fuggono per cercare questi trattamenti altrove anche qualora fossero permessi in Italia.

Il Centro di PMA di Nardò   si conferma, anche per l’anno appena concluso, tra i più attivi ed efficienti della Regione e del territorio nazionale. Nel corso del 2013 sono stati 271 i cicli di riproduzione medica assistita effettuati. “Per comprendere a pieno l’importanza del dato “spiega ancora il dott. Luperto, ” si pensi che presso il Policlinico di Bari i cicli nel 2013 sono stati 150.”

Nardò si dimostra, così, un polo di eccellenza che merita di essere conosciuto e adeguatamente valorizzato. Al centro fanno riferimento coppie provenienti da tutta Italia.

La media è di quattro sei prestazioni a settimana. I tempi di attesa sono accettabili, i protocolli seguiti, i macchinari e le strumentazioni del centro sono all’avanguardia e in alcuni casi sono gli unici ad essere in dotazione in tutto il  Sud  “A Nardò” continua il dott. Luperto – “ disponiamo infatti di dispositivi e macchinari che sono presenti  solo in poche strutture pubbliche in tutta Italia. Quello che lamentiamo è la mancanza di una seconda unità medico specialistica. Sono l’unico medico ad effettuare questi interventi. Impossibile cosi, e con questi ritmi, assentarsi un solo giorno anche se per malattia.”

Ecco la “squadra”del Centro : il responsabile medico è, come già menzionato,  il ginecologo  Antonio Luperto. Responsabile biologo è Pierpaolo Losavio, responsabile anestesista Maurizio Leucci.
Infermieri professionali: Vincenza Cataldi e Salvatore D’Alessandro; Genetista Salvatore Mauro (direttore citogenetica del Fazzi di Lecce); urologo/andrologo Salvatore Leo (Reparto di Urologia dell’ospedale di Copertino); psicologa Rossella Rucco, endocrinologo Luigi Costantini. In segreteria Stefania Caputo.

Tramite una convenzione sottoscritta tra Asl di Lecce e Università del Salento, la unità operativa di Nardò collabora con l’istituto di Biologia dell’università, per studi sugli spermatozoi, nella sterilità da fattore maschile. Referente per l’università è il professor Vincenzo Zara.

E sempre con l’Università del Salento  – referente il Prof. Maffia-  il Centro di Nardò firmerà a fine mese, il 27 gennaio, un protocollo per la preservazione di tessuti riproduttivi maschili e femminili in pazienti oncologici.

Si tratta di una vera rivoluzione” conclude Luperto. “Anche a Nardò potrà essere crioconservato il tessuto riproduttivo di giovani affetti da malattie oncologiche.  Per questi giovani pazienti  questo significa  la possibilità di vedere confermate le aspettative di  guarigione e di tornare così a vivere con una lunga aspettativa che comprenda la possibilità di diventare genitore.” 

 

sambiasi

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