LE PROPOSTE PROGRAMMATICHE DI ITALIA UNICA PER NARDO’

Oggi ci sono due elementi preoccupanti che inducono gli elettori alla scetticismo: -la politica man mano ha smesso di studiare e risolvere i problemi reali della gente; -gli eletti non sono più portatori di interessi collettivi.
Per questi motivi non si aspettano più nulla dalla politica e per vendetta disertano le urne. Per ricreare in loro fiducia ed attenzione verso le istituzioni noi vogliamo assumere impegni ben precisi che manterremo per tutta la durata del mandato. Oltre ad essere attenti portatori delle loro istanze ci facciamo carico di ascoltarli permanentemente e di tenere un dialogo sempre aperto sui diversi problemi della Città.
E’ per questa ragione che da oggi iniziamo a pubblicare settimanalmente attraverso tutti i mezzi di comunicazione disponibili una serie di schede tematiche attraverso le quali intendiamo illustrare le nostre proposte risolutive per i tanti problemi di Nardò che, insieme agli alleati di coalizione, realizzeremo se ci sarà affidato l’incarico di governare la città nel quinquennio 2016-2021.
1^ Scheda tematica
Ridurre le tasse comunali
La pressione fiscale comunale è un record di cui non si può certo andar fieri e costituisce uno dei principali fattori che minano la tenuta delle nostre famiglie e delle nostre imprese impegnate nei diversi settori economico-produttivi del territorio.
Italia Unica intende restituire linfa vitale al tessuto socio- economico della Città riducendo immediatamente le tasse comunali attraverso un articolato e razionale taglio delle aliquote, oggi tutte al massimo.
Ridurre significativamente l’IMU sulle seconde case, la TASI per tutti gli immobili, la TARI su tutto il patrimonio immobiliare rivedendone contestualmente il sistema applicativo, la TOSAP e l’IRPEF comunale; questa è la ricetta formidabile per alleggerire il peso del fisco, incentivare la creazione di posti di lavoro, attrarre investimenti e combattere l’evasione fiscale.
In tempi di vessazione tributaria e aumento della pressione fiscale, volto a coprire voci di spesa superflua o perfino nociva per l’economia comunale, Italia Unica propone una grande inversione di tendenza.
Con schiettezza, ci poniamo controcorrente rispetto ai giochi delle tre carte adottati da chi preferisce raccontare ai cittadini delle bugie dalle gambe corte. La pressione fiscale non si riduce togliendo qui, aggiungendo là e cambiando modalità di tassazione, ma abbassando con fermezza, una volta per tutte, le aliquote delle imposte per liberare decine di milioni di euro che possono tornare subito nelle tasche delle famiglie e delle imprese.
La nostra proposta sarà accompagnata da provvidenziali “azioni collaterali”:
– l’implementazione di strategiche iniziative atte a far emergere i tanti evasori totali e/o parziali esistenti.
-il recupero di molte entrate pubbliche strutturali non fiscali che mancano all’appello per mala-gestione, incurie e inefficienze burocratiche ingiustificabili. Non è tollerabile che si chiedano soldi ai cittadini da parte di un’Amministrazione comunale che non è in grado di raccogliere imposte e tasse di sua competenza, tariffe per servizi pubblici locali, canoni di concessione e sanzioni amministrative.
-la riduzione degli sprechi attraverso l’eliminazione di tutti i fitti passivi, la revisione dei canoni dei fitti attivi, la realizzazione degli acquisti centralizzati, la soppressione del continuo ricorso ad incarichi professionali esterni.
-il censimento e la capitalizzazione in termini monetari di tutto il patrimonio immobiliare comunale disponibile inutilizzato, non produttivo, abbandonato e di quello non accatastato riveniente dalle numerose convenzioni urbanistiche pregresse.
– l’abbattimento dei costi energetici attraverso la realizzazione di impianti fotovoltaici sui lastricati degli immobili comunali per la produzione di energia elettrica.
-la gestione diretta di tutti i servizi comunali
-istituire un ufficio interno informatizzato capace di gestire autonomamente le entrate e realizzare i dovuti controlli.
Ridurre le tasse comunali non è solo un impegno ma un dovere!
22 FEBBRAIO 2016

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