” L’arte paleolitica di Grotta del cavallo e della Puglia nel contesto italiano”

L’assessorato alla Cultura del Comune di Nardò organizza, per martedì 21 ottobre presso la Sala conferenze del Chiostro dei Carmelitani, un convegno di studi , con inizio dei lavori alle ore 18.30, su uno dei giacimenti paleolitici più importante dell’Italia meridionale, la Grotta del Cavallo, ubicata nella Baia di Uluzzo – inestimabile patrimonio naturale e storico del territorio di Nardò – che vanta una delle più significative serie stratigrafiche.
Sarà il professor Fabio Martini Professore Ordinario presso il Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo dell’Università degli Studi di Firenze , che da anni lavora e scava nella Grotta del Cavallo a portare il suo contributo altamente scientifico frutto anche della recente campagna di scavi presso tale importantissima cavità carsica in cui in questi giorni è impegnato .
E proprio approfittando della presenza a Nardò di una personalità di studio e ricerca scientifica quale quella del Professor Martini, l’Assessore alla Cultura ,Mino Natalizio, ha voluto spendere energie e impegno per organizzare la sessione di studio e confronto che si svolgerà martedì pomeriggio alla presenza anche del Sindaco Marcello Risi.
Tema del convegno. “ L’arte paleolitica di Grotta del cavallo e della Puglia nel contesto italiano”
“L’Uluzziano, termine che indica gli aspetti culturali delle ultime comunità neandertaliane, scoperti qui per la prima volta, e quindi così denominati dal toponimo locale della baia di Uluzzo”- spiega l’assessore Natalizio – “ trova a Grotta del Cavallo la più importante documentazione archeologica. Questa grotta è di grande interesse preistorico ed è un importante giacimento paleolitico dell’Italia meridionale che ha restituito importanti serie stratigrafiche.”
Le serie stratigrafiche che saranno oggetto di approfondimento nel corso del Convegno sono:
il potente deposito Musteriano che abbraccia un arco di tempo risalente a circa 120 – 40 mila anni or sono;
al disopra, il Paleolitico superiore arcaico di facies uluzziana, circa 40 – 30 mila anni ascrivibile agli ultimi gruppi neandertaliani prima della loro definitiva estinzione;
più in alto, il Paleolitico superiore finale di facies romanelliana che testimonia la presenza in grotta dell’Homo sapiens;
ed infine un modesto orizzonte relativo al Neolitico.
Ida Vitagliani
Addetto stampa

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