L’ OSSERVATORIO: PER NARDO’ IL BELLO e/è UTILE

Non avere percezione dell’ importanza della bellezza, intorno a noi, può condurre a gravi conseguenze derivate dall’assuefazione al degrado. Non sta passando giorno, infatti, senza che si verifichino incidenti gravi alla persona e delitti contro il patrimonio. Lo stato di incuria fisica e sociale, mostra evidentemente le sue molteplici deprimenti sfaccettature causate dall’abbandono della città. Questo è successo nel lasso di tempo compreso degli ultimi due decenni (e non è un modo di dire).
L’amministrazione e la gestione della cosa pubblica intorno agli ultimi due commissariamenti, molto probabilmente dovrà assumersi, con grande impegno e un carico di lavoro immane rielaborando strategie necessarie per ristabilire l’alto valore del bene comune. Ciò aumenta esponenzialmente l’ormai, obbligata responsabilità di “riaggiornare” (non c’è alternativa) quanto prima, metodi e misure atte a recuperare il tempo perso. Solo allora si comprenderà che occorre davvero “il quintuplo” dell’impegno (quanto cioè riteniamo attenga ad un paese importante, come sosteniamo debba essere considerato finalmente Nardò).
L’ Osservatorio sulla città  naturalmente interviene come ha sempre fatto da anni per tentare di sollecitare i cittadini a ricordare come la nostra città può essere (e lo è) bella, ma assolutamente non compresa (la foto allegata tenta di esprimere proprio questo concetto).
A parte i grotteschi paradossi di degradanti e sfinenti battibecchi, denunce, contrasti, attriti che ogni giorno ci tocca subire (questi sì, vengono ‘tollerati’, dove la parola tolleranza va recepita nella sua più cruda accezione) tra maggioranze, gruppi, singoli ed opposizioni, di contro, ancora una volta, viene dimostrato l’alto valore civile dei cittadini che continuano a difendere la loro dignità. Pur affrontando nel loro quotidiano, enormi difficoltà, cristianamente, infatti, includono con altruismo, nel loro vivere, gli evidenti limiti gestionali e agiscono intendendo i loro amministratori, bisognosi solo di indulgenza da parte della collettività e di umana comprensione).
E’ pur vero che ogni giorno, un limite viene superato, ma i neritini mostrano giorno dopo giorno, salda e matura statura unitaria, peculiarità di gente responsabile, sensibile e lasciatecelo dire, moderata. 
Quindi la ‘mossa’ importante, toccherebbe a coloro che cercano con fatica di rappresentarli.
Succederà ?
Intanto noi, andiamo per altre strade, sempre per la salvaguardia della percezione della nostra città, spiegando a coloro che ci leggono continuamente, l’incredibile avventura della scoperta di ciò che riteniamo essere il bello.
E scoprendo che il ‘bello’, risulta essere caratterizzato da una serie di relazioni dinamiche tra la nostra mente e le cose, incluse nel nostro tempo e, quel tempo, non è dato dal nostro orologio, ma si tratta di un tempo che recupera esperienze vissute e sulle quali il nostro quotidiano è tarato o accordato oppure meglio, posto in risonanza. Da ciò deriva il bisogno di ‘vedere’ sempre cose nuove e dunque, così facendo, creare una nostra personale ‘opera d’arte’ interiore, sempre più sofisticata, capace, dalla sua complessa ‘collezione di emozioni’,  (difesa della ‘biodiversità… delle emozioni!) di elargire felicità, serenità e voglia di vivere,  come necessario elemento per completare questa meravigliosa esperienza comune chiamata vita, assolutamente unica e irripetibile.
Ecco perchè si dice che il BELLO è in “ENDIADI” con l’ UTILE.
Endiadi (letteralmente dal greco “una parola in due”) è una figura retorica e consiste nell’utilizzo di due o più parole per esprimere un unico concetto. La coppia è coordinata da  sostantivi, di un’originaria diade costituita da sostantivo e da un aggettivo, per esprimere il medesimo concetto. Per esempio ‘chiaro e tondo’ o ‘fuoco e fiamme’.
Il “BELLO e/é UTILE” (allo sviluppo di Nardò e quindi salutare per noi), sosteniamo, dunque,  che sia strategicamente vitale per questa città. Siamo perciò, praticamente obbligati, a pretendere la bellezza intorno a noi.
Ce lo consentiranno ?
Se, SI’ sono le persone giuste. Se, NO ce ne saranno altre pronte.
E’ una questione ormai di migliorare noi stessi perché così non si può andare avanti. 
Semplice no?
Osservatorio sulla città – Nardò (Le)
 
 
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