IVA. Se i tagli non bastano, le aliquote aumenteranno del 22 e del 10%

Se qualcosa dovesse andar storto, la Legge di Stabilità prevede esplicitamente un inasprimento dell’Iva, sotto la formula della clausola di salvaguardia. Ciò significa che se i tagli alla spesa pubblica e le entrate previste non dovessero corrispondere agli importi necessari per far quadrare il bilancio e restare all’interno del quadro di vincoli imposti dall’Europa, ci sarà un incremento dell’Iva spalmato in più anni.

In pratica, la manovra ripropone, riscrivendola, la clausola di salvaguardia già prevista dalla Legge di Stabilità 2014, facendola slittare di un anno, al primo gennaio 2016. Se entro questa data i risparmi di spesa non sono sufficienti scatta l’aumento dell’Iva.

Le bozze non lo quantificano esplicitamente ma, nella nota di aggiornamento del DEF 2014, si parla di una clausola di salvaguardia sulle aliquote Iva e sulle altre imposte indirette per un ammontare di 12,4 miliardi nel 2016, 17,8 miliardi nel 2017 e 21,4 miliardi nel 2018. La stampa specializzata riporta un’ipotetico aumento dell’aliquota ordianaria del 22 per cento al 24 per cento nel 2016, al 25 per cento nel 2017 e al 25,5 nel 2018, mentre l’aliquota ridotta al 10 per cento passerebbe al 12 e, in seguito, al 13 per cento.

FONTE CGIA MESTRE

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