ITALIA UNICA NARDO’: IL MARE ED IL PAESAGGIO RURALE UN VALORE AGGIUNTO PER NARDO’

Il progressivo spargersi della città nella campagna circostante ha innescato una serie di problemi di carattere ambientale ed infrastrutturale. A  Nardò si vive una situazione alquanto assurda per la quale la città ha ormai conquistato buona parte del suo territorio agricolo, non più legato alla sua antica vocazione, ma di fatto assoggettato alle leggi di mercato e di conseguenza urbanizzato. Per rendere questa tendenza ecosostenibile è necessario adottare un sistema di provvedimenti che regolino l’abitare la campagna e nello stesso tempo mantenere i caratteri paesaggistici e naturalistici dell’area.
 Un modello che sappia:
– coniugare, secondo l’accezione più stretta del termine, l’ecologia, i sistemi della produzione, le fonti energetiche alternative a basso impatto, l’agricoltura, il turismo sostenibile e le oasi di salvaguardia e tutela ambientale;
-realizzare efficaci azioni capaci di assicurare la manutenzione delle aree e dei giardini mediterranei che di fatto fissano la qualità urbana del centro abitato e delle marine.
Il tema del paesaggio costiero e rurale come bene culturale e la sua valorizzazione come fonte di sviluppo sostenibile del territorio comunale di Nardò, è un tema molto importante e per questo intendiamo realizzare tutte quelle azioni che vanno in tale direzione. Sarà predisposto un programma   che   attraverso un accordo pubblico-privato consentirà di gestire in modo coordinato il sistema delle masserie e dei borghi rurali con le marine e capace di creare nuove economie e nuovi interessi e quindi valorizzare pienamente le risorse del nostro territorio. Gli oltre 20 km di costa caratterizzati dalla presenza di agglomerati urbanizzati, terreni agricoli coltivati e non, insediamenti realizzati nel passato spesso in maniera abusiva, paludi, boschi, macchia mediterranea, scogliere alte e basse, lidi sabbiosi, fondali inaccessibili o poco profondi, torri costiere difensive e masserie sono una straordinaria testimonianza dell’uso che si può fare di questa importante parte del territorio di Nardò. Le marine hanno assistito, in questi anni, ad una crescita rilevante dei centri o degli agglomerati preesistenti, che si sono andati consolidando per effetto di una edificazione abusiva i cui insediamenti (oggi in gran parte condonati), alternano zone a più alta densità ad altre meno interessate dai fenomeni di urbanizzazione. Una realtà dove, tuttavia, è ancora possibile rintracciare caratteri di assoluto pregio su cui puntare per un effettivo rilancio in termini di accoglienza e di turismo sostenibile. I fenomeni di urbanizzazione più recenti infatti non hanno ancora compromesso integralmente le risorse territoriali, ambientali e paesaggistiche come invece è avvenuto in altri comuni vicini.

porto selvaggio 2

Nel prossimo quinquennio l’attenzione sarà focalizzata sui paesaggi costieri della città con il duplice scopo di arrestare i processi di degrado dovuti alla pressione insediativa e di valorizzare l’immenso patrimonio identitario (urbano, naturalistico, rurale e culturale) ancora presente nel sistema costiero e nei suoi entroterra. Nello specifico sarà redatto uno strumento di programmazione e di pianificazione urbanistica e saranno realizzati opportuni interventi orientati a perseguire l’incremento del  grado di naturalità del sistema costiero, il contrasto al processo di formazione di un fronte urbano costiero unico, la riqualificazione dei paesaggi rurali costieri, la riqualificazione degli spazi pubblici e la qualità urbana di nuclei spesso sorti in modo spontaneo e non pianificato, il recupero ecologico ed ecosistemico dei sistemi rocciosi, sabbiosi, delle aree umide, delle macchie, bacini idrici e dei canali oltre che delle aree marginali a ridosso della costa e fortemente degradate, il rafforzamento delle connessioni ecologiche, l’allontanamento del traffico veicolare a favore di interventi atti a promuovere sistemi di mobilità alternativi e improntati alla sostenibilità, per i collegamenti tra costa ed entroterra.
 Tutto questo non solo al fine di salvaguardare e rivalutare i caratteri originari del patrimonio   paesaggistico ma anche di incrementare la qualità dell’offerta turistico-ricettiva. Il territorio rurale e costiero di Nardò merita di essere valorizzato, agevolato ed incentivato favorendo i processi di investimento, soprattutto perseguendo l’obiettivo di realizzare la   destagionalizzazione. Un altro obiettivo che ci siamo prefissati è quello di dichiarare il litorale e l’entroterra neritino “zona franca” (esentare per cinque anni le vecchie e le nuove attività imprenditoriali giovanili che s’impegnano a restare aperte tutto l’anno) perché siamo convinti che ciò favorirà la nascita di nuove iniziative economiche, promuoverà lo sviluppo turistico ed occupazionale ed eviterà la desertificazione invernale ed il progressivo venir meno di servizi essenziali come gli uffici postali di Santa Maria e Villaggio Boncore, le postazioni bancomat, i servizi informativi, i servizi igienici e sanitari che di fatto penalizzano fortemente le potenzialità del territorio.
24 APRILE 2016

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