Italia Unica Nardò: le periferie come risorsa per lo sviluppo

Un grande malessere serpeggia nelle periferie della città. Boncore,Torre Squillace, Villaggio Resta, S. Maria, Pagani, Mondonuovo, Cenate, Vacanze Serene,Torre Inserraglio, Massarei e tante altre contrade rurali e non,nessuna esclusa, tutte sottoposte a  disagi e difficoltà che pesano in maniera determinante sulla qualità della vita di quanti ci abitano.Tante sono le emergenze da affrontare: mancanza di sicurezza, disoccupazione, degrado, assenza di quasi tutti i servizi (trasporti, metano,delegazioni di uffici  comunali,strutture sociali per i minori e gli anziani,condotte idriche,illuminazione pubblica,…),criminalità,spaccio,dispersione scolastica, immigrazione . Oggi i problemi di queste numerose aree urbane ed extraurbane, non possono divenire alibi poiché se è vero che si scontano molti anni di scarsa attenzione è innegabile che lo stato attuale è anche effetto di politiche sbagliate e poco accorte. Il nuovo governo cittadino agirà immediatamente per favorire programmi di rigenerazione urbana, per riqualificare gli spazi degradati, per avvicinare gli abitanti al centro, per contrastare la disoccupazione dilagante e far ripartire la microeconomia anche nelle zone marginali. La realizzazione ed in alcuni casi il completamento delle infrastrutture e delle opere di urbanizzazione primaria sono una priorità non più rinviabile. Le periferie costituiscono un ambiente urbano che necessitano di strategiche attenzioni perché possano divenire nel prossimo futuro protagoniste dello sviluppo economico della città. Le periferie rischiano di diventare polveriere se non si interviene nel tessuto sociale, con  politiche attive del lavoro per contrastare la disoccupazione, la criminalità, per garantire la sicurezza e la legalità, con la realizzazione di servizi efficienti per migliorare la qualità della vita, con interventi strutturali per dare un volto diverso e dignitoso a queste brutte periferie, per creare spazi per la socializzazione accoglienti e sicuri e ricostruire il tessuto delle comunità locali. Da almeno quarant’anni si parla di periferie senza servizi,si denunciano condizioni di disagio,si auspicano interventi risolutivi, che molte volte sono stati realizzati, ma sprecati dall’incuria e dalla mancanza di collaborazione tra le Istituzioni e i cittadini.
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Nonostante tutto le periferie restano tali, con la loro vitalità, le loro potenzialità, ma con i problemi di sempre. Le periferie sono una risorsa, in quanto contenitori di culture, saperi, energie, tanto da poter diventare un volano per le città a patto di stabilire una continuità nei progetti di recupero e riqualificazione del territorio, trovare strade e risorse per alimentare i progetti senza le battute d’arresto che permettono il dilagare del disagio e del degrado. Le periferie diventano risorse solo se si interviene sul capitale umano, produttivo, intellettuale e sociale di chi le popola con progetti culturali, educativi e di sviluppo da realizzare valorizzando le competenze e l’esperienza di quanti operano quotidianamente sul territorio. Investire sui  trasporti, i servizi sanitari, educativi e sociali,la sicurezza,i servizi di rete(acqua, luce, fogne, gas, comunicazione), i collegamenti multimediali, le scuole,le associazioni, le imprese e le attività produttive di periferia sarà un obiettivo prioritario dell’ Amministrazione Comunale. Per poter perseguire questi obiettivi si favorirà l’integrazione sociale a tutti i livelli, si migliorerà la mobilità e i collegamenti,si incoraggeranno le forme di sviluppo sostenibile, s’investirà sull’innovazione, le energie rinnovabili,le attività produttive e commerciali, trasformando gli spazi oggi marginali in nuclei vitali delle smart cities, “città intelligenti” in grado di valorizzare il capitale umano disponibile. Questo è un risultato  possibile. La localizzazione di tali funzioni favorirà l’integrazione delle periferie nel sistema urbano, ricucirà la frattura fra periferie e “città” e sarà al tempo stesso di stimolo per l’economia del territorio. Per tanti anni a Nardò si è parlato di città disattenta,poco incline alle novità,resistente al cambiamento:la programmazione 2016-2021 sarà un occasione straordinaria per smentire certe convinzioni e dare alla città valide opportunità di sviluppo partendo proprio dalle periferie.
9 aprile 2016
Italia Unica Nardò

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