Intervento del Sindaco di Nardò Marcello Risi alla riunione del coordinamento di area del Partito Democratico

La costituzione del coordinamento di area del Partito Democratico è l’occasione per una riflessione sul ruolo del Partito Democratico e del centro sinistra nelle nostre città.
Giunge a pochi giorni dalla campagna elettorale per le elezioni europee che ha visto il PD registrare un dato strabiliante, con una forte crescita di consensi in tutti i centri.
Soddisfacente è anche il quadro venuto fuori dalla tornata amministrativa che ha visto in grande prevalenza l’affermazione delle coalizioni ricomprendenti il Partito Democratico. Non sono mancate brucianti eccezioni a partire da Livorno e Perugia che, tuttavia, non alterano il quadro generale.
La vicenda di Copertino si è conclusa con un esito non felice per il Partito Democratico. Il centro sinistra ha completamente ribaltato l’assetto politico della precedente amministrazione con due coalizioni progressiste al ballottaggio. Il PD, sconfitto al secondo turno, ha pagato il mancato ricompattamento del centro sinistra. Argomento che ha tenuto banco fin dalle primarie di partito.
Dobbiamo riconoscere ad Anna Inguscio di essersi battuta con coraggio, intraprendenza e generosità. Il ballottaggio ha assunto, a tutti gli effetti, la fisionomia di uno scontro in famiglia, considerata la provenienza dell’altra candidata sindaco, poi eletta. Sandrina Schito, infatti, ha passato una vita nei democratici di sinistra e nel Partito Democratico.
Il risultato di Copertino non deve ora produrre un ulteriore sbandamento nel centro sinistra e nel Partito Democratico.
Per il Partito Democratico la bussola deve sempre essere una: la crescita delle nostre città. Sia dove il partito è in maggioranza, sia laddove l’esito elettorale lo colloca in minoranza. Il discorso non può non valere per Copertino, città fra le più importanti del nostro territorio, impegnata a costruire in questi anni importanti strategie di crescita e di sviluppo.
Il PD ha il dovere, anche a Copertino, di impegnarsi con tutte le sue risorse in questa prospettiva.
A Copertino l’agenda politica detta al PD un secondo importante obiettivo: spendersi senza tregua per ricompattare il centro sinistra.
L’unità del centro sinistra, in modo particolare l’alleanza del PD con SEL e con l’area di Scelta Civica, è la coalizione di riferimento per un partito che non si accontenta di raggiungere il 40% o di andare oltre, perché sa che sarebbe un grave errore rinunciare a costruire una rete stabile e organica di alleanze politiche, anche quando risultati elettorali straordinariamente positivi potrebbero indurre alla tentazione dell’autosufficienza.
Ma abbiamo il dovere di non perdere di vista l’orizzonte dei pensieri più lunghi. Quindi: lavorare ovunque per costruire coalizioni di centro sinistra coerenti e aperte anche ad altre forze e mantenere ovunque, municipio per municipio, un forte e costruttivo confronto con l’UDC, con il nuovo Centro Destra, e con tutte quelle forze moderate insofferenti verso il populismo di Grillo e insofferenti verso gli ultimi conati di un berlusconismo ammuffito e tutto ripiegato in un passato che ancora spaventa il Paese.
Il lavoro che il PD saprà svolgere nelle città avrà un ruolo fondamentale nel cambiamento dell’Italia.
Anche a Nardò non possiamo archiviare con argomentazioni meramente formali il confronto scaturito dagli ultimi congressi.
L’elezione di un coordinatore cittadino esperto, preparato ed equilibrato come Rino Giuri è un punto d’arrivo che rafforza la strutturazione di un Partito Democratico che vuole essere sempre più forza trainante della crescita di Nardò.
Una larghissima platea di amministratori iscritti al PD (sindaco, tre assessori, presidente del consiglio e sette consiglieri comunali) non può tuttavia far passare in secondo piano un dato incontestabile: le incomprensioni degli ultimi mesi, le lacerazioni dei recenti congressi e qualche ferita ancora aperta nelle comunali di tre anni fa tengono oggettivamente bloccate a bordo campo risorse che è interesse del PD vedere impegnate con tutto il loro potenziale. Anzi, diciamoci, senza timore di apparire presuntuosi, che è interesse della città poter contare su tutte le intelligenze e su tutte le passioni di cui il PD può disporre.
E anche questo obiettivo ha un valore così grande che nessuno di noi può sottrarsi al dovere di spendersi per raggiungerlo.
Anche nella prospettiva delle prossime regionali e delle primarie di coalizione che le precederanno.
Il PD ha legittimamente l’obiettivo di ricercare una affermazione anche nelle primarie. Non mi convince del tutto, però, l’ipotesi che il partito debba avere un unico candidato alle primarie.
L’articolazione e le modalità del confronto possono essere compatibili con due o tre candidati democratici.

marcello risi

marcello risi

 

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