IDENTIFICATO DALLA POLIZIA DI STATO IL CADAVERE RITROVATO IL 28 MARZO SULLA SPIAGGIA DI FRIGOLE (LE)

La Polizia di Stato è riuscita a dare un nome al corpo della donna ritrovata Lunedì dell’Angelo sulla spiaggia tra Frigole e Torre Chianca.
Quella mattina alcuni cittadini, passeggiando sulla spiaggia, avevano notato qualcosa di strano sotto la sabbia; tra le alghe spuntavano delle scarpe da ginnastica ed un tessuto di lana bianco.
Avevano perciò allertato la Polizia, senza toccare nulla. Gli agenti della Volante e della Squadra Mobile giunti sul posto hanno immediatamente capito che si trattava di un cadavere e dopo aver avvertito l’autorità giudiziaria avevano richiesto l’intervento del medico legale, Dr. Colosimo che, da un esame esterno, aveva evidenziato che il cadavere, appartenente ad una donna, era in avanzato stato di saponificazione.
I polizotti hanno inizialmente verificato se vi fossero delle denunce di scomparsa nella zona del Salento.  
In quel momento, in attesa anche della perizia medico legale che avrebbe accertato le cause del decesso, non avevano escluso neanche potesse trattarsi del corpo di qualche migrante, essendo la nostra costa particolarmente esposta al fenomeno del transito di clandestini.
Erano state subito divulgate le foto di alcuni effetti personali trovati addosso alla donna,  ovvero un orecchino, un orologio in acciaio e le scarpe da ginnastica,  nella speranza che qualcuno vedendoli li riconoscesse.
Uno dei poliziotti della Sezione Volanti intervenuti sul posto del ritrovamento del cadavere aveva notato alcuni particolari del volto, sebbene irriconoscibile, ovvero il naso piccolo,  i capelli brizzolati,  le orecchie molto accostate alla testa, la corporatura robusta ed aveva cercato tra i numerosi volti delle persone scomparse in Italia, imbattendosi nel volto di Emidia Traini una donna di 88 anni, corporatura robusta scomparsa il 18 marzo scorso da Monsapolo del Tronto, Ascoli Piceno. Anche quest’ultimo particolare poteva coincidere, visto che quella provincia si affaccia sul mare adriatico.

in foto alcuni oggetti ritrovati nei giorni scorsi

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Il personale della Squadra Mobile si è immediatamente messo in contatto con i Carabinieri che avevano acquisito la denuncia, avendo riscontrato alcuni elementi emersi attraverso la perizia medico legale che sembravano ricondurre ad Emidia Traini, ovvero la presenza di una cicatrice all’altezza dell’addome.
I familiari della donna avevano inoltre riconosciuto un orecchino da parte dei familiari che avevano visto le foto dei monili, pubblicate dagli organi di stampa.
 Nel frattempo, l’esito della perizia medico legale, che ha dichiarato il decesso per cause accidentali , ha fornito altre informazioni utili all’identificazione, innanzitutto l’età superiore a quella indicata inizialmente, ovvero di una donna tra i 50 ed i 60 anni, poi una cicatrice sull’addome.
Questa mattina, i familiari di Emidia Traini detta “Meddiola” hanno riconosciuto il cadavere presso l’obitorio.
Riguardo le cause della morte si ritiene che la donna, a detta dei familiari piuttosto sportiva, nonostante l’età, avesse avuto un malore mentre stava facendo una passeggiata lungo la spiaggia e che poi  la marea avesse trasportato il corpo  al largo fino a condurla sulla spiaggia salentina, visto che in quei giorni la tramontana spingeva proprio verso sud.
7 aprile 2016

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