GUANO & GUANITA’

 
Nelle ultime decine d’anni, noi dell’ Osservatorio sulla città, sempre presenti sul ‘campo’ cittadino, abbiamo sempre ribattuto alle improvvisazioni e alle direttive strategiche bislacche e pressappochiste che si sono alternate. La loro sostanziale ‘politica’ è semplice da verificare; basta guardare la normale manutenzione della città. Solo allora infatti ‘evaporano’ promesse, belle parole, magnifici intenti e discorsi suadenti.  La percezione della città, la qualità della vita che vi si svolge e della sua immagine è seriamente compromessa e vorremmo sapere il perchè. I cittadini sono così abituati all’indifferenza per la ‘cosa pubbica’ o all’inerzia nei riguardi del nostro ‘bene comune’ che ormai non riescono a ‘vedere’, come si trasforma, consumandosi con il tempo, il prezioso ambiente che abbiamo attorno.
Coloro dai quali ci aspetteremmo gridi di allarme, tacciono (a seconda dei casi perchè poi si stracciano le vesti ‘solo e soltanto’ a telecamere accese) e la città soffre di uno dei problemi più diffusi e pericolosi: l’ignavia. Nessuno chiede e nessuno concede; e la città deperisce. Non crediamo alla necessaria presenza di ‘eroi’, magari che finiscano per personalizzano politiche di cambiamento o di ribellione (sapendola dosare a seconda dei casi), ma occorrono invece gruppi di persone eterogenei (e non di ‘saggi’; quelli lasciamoli ai film di fantascienza per ragazzi) dove l’esperienza di ognuno è messa a disposizione di tutti.

Il diritto di vivere in una città sufficientemente all’altezza dei nostri tempi, sembra veramente un sogno.

 


Intanto la ‘fontana del toro’ la mattina del 05/06/2013 (simbolo di Nardò), è apparsa ricoperta da uno strato, spesso, attaccaticcio, viscido e  ‘catramoso’ di… guano & guanità !?.
Non è sicuramente un bello spettacolo, sia per i cittadini neritini sia per i turisti che non si avvicinano più a bere (questione assolutamente sanitaria poi estetica).
Abbiamo negli anni visto monumenti ricoperti di colore rossastro che presagiva l’arrivo della stagione buona per la raccolta dell’uva, abbiamo visto monumenti anneriti e questo anche presagiva l’arrivo del periodo della raccolta delle olive.
Un paese che guarda alla salvaguardia e alla difesa dell’ambiente può continuare a far finta di nulla di fronte al problema dei volatili che imbrattano ogni cosa?
Le soluzioni ci sono, ma se la scelta di perseguirle diventa un problema insormontabile, allora vuol dire che siamo ridotti al lumicino.

La condizione ‘sine qua non’ per possedere una bella città d’arte è la continuità della manutenzione, altrimenti, diciamoci la verità, ce la perdiamo!

Sembra difficile da concepire, ma la funzionalità reale della città va perseguita con programmazione, intelligenza e responsabilità. Lo chiamano ‘buon senso’ e dovrebbe appartenere alle amministrazioni più illuminate, specialmente a quelle che con orgoglio si fregiano del nome di “città d’arte”.
L’azione più incredibile, forse impensabile e rivoluzionaria per una città è proprio la normale tranquilla serena manutenzione ordinaria nel tempo.
Strano vero? Ma è così; meglio la manutenzione continua che il restauro; ve l’aspettavate?
Altro che città sostenibili per il futuro, qui ci manca il presente !!!
(richiesta ufficiale dell’ Osservatorio sulla città di ripulire urgentemente la fontana del toro in piazza Salandra)

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