Giudice di Pace di Nardò, si rischia il collasso

Di Ettore Tollemeto, Enrica De Simone

27 novembre 2015

L’udienza civile tenutasi stamane negli uffici del Giudice di Pace di Nardò ha avuto davvero ben poco a che spartire con il decantato decoro, tipico della professione forense. I disagi e le inefficienze che si stanno verificando, da un po’ di tempo a questa parte, stanno difatti compromettendo il corretto funzionamento della giustizia e, quantomeno a livello locale, dovrebbero seriamente preoccupare le autorità.
Come si sa, a partire dall’anno scorso è in atto la cosiddetta riforma della geografia giudiziaria, per via della quale è stato dimezzato il numero degli uffici giudiziari sull’intero territorio nazionale, procedendo all’accorpamento di molti di essi alle relative sedi centrali, al fine di recuperare risorse economiche.
Tale fenomeno ha riguardato, naturalmente, tra tutti gli uffici del distretto della Corte d’Appello di Lecce, anche la sede del Tribunale di Nardò – sezione distaccata del Tribunale di Lecce. Viceversa, l’ufficio del Giudice di Pace, ad oggi, risulta ancora funzionate. Ciò in quanto il Comune di Nardò, con deliberazione della Giunta Comunale n°131 del 24/04/2013 e successiva nota prot. N°5041 del 26/04/2013, ha fatto esplicita richiesta al Ministero della Giustizia finalizzata al mantenimento della sede dell’ufficio del Giudice di Pace, assumendo gli oneri relativi alle spese di gestione ed al personale amministrativo necessario per garantire l’erogazione del servizio giustizia.
enrica de simone
Grazie alla cosiddetta  gestione associata del Giudice di Pace di Nardò con i comuni di Copertino, Galatone, Porto Cesareo e Leverano è stato quindi disposto di ripartire tra detti Enti l’individuazione del personale da assegnare all’ufficio, provvedendo al relativo trasferimento presso la sede giudiziaria, con equiparazione delle qualifiche e mediante interpello interno al fine di garantire l’erogazione del servizio giustizia.
Le disposizioni impartite dal Ministero della Giustizia, per il corretto funzionamento dell’ufficio in questione, prevedono  la necessità di mantenere una pianta organica composta da: un funzionario giudiziario, un assistente giudiziario, un operatore giudiziario ed un ausiliario, per un totale quindi di quattro unità.
Ebbene, a fronte di tale indicazione pervenuta dal Ministero, le unità lavorative attualmente assegnate all’ufficio risultano essere soltanto due; da qui le inefficienze e i disagi di cui si è detto innanzi, stante l’assoluta carenza di personale addetto alle cancellerie. I disservizi, infatti, non riguardano solamente lo svolgimento delle udienze, le quali, seppur con enormi difficoltà vengono quotidianamente portate a compimento, ma soprattutto tutta quella serie di attività che gli avvocati sono tenuti a compiere all’interno delle cancellerie.
ettore tollemeto
La professione forense, infatti, per sua natura è caratterizzata da un susseguirsi di adempimenti, cadenzati temporalmente, che non possono per alcun motivo essere rimandati, nemmeno in situazioni di estrema difficoltà degli uffici, i quali non possono e non devono mai rimanere chiusi.
Tutto questo nonostante sia stata regolarmente deliberata dal Comune di Nardò l’assegnazione di ben quattro unità al fine di garantire una pianta organica idonea al buon funzionamento dell’Ufficio del Giudice di Pace.. peccato che tale deliberazione non sia mai stata eseguita in maniera puntuale e rigorosa. E ciò è tanto più grave se ci si ferma un attimo a riflettere sull’importanza dell’interesse collettivo in gioco, quello del buon funzionamento della giustizia, ovvero uno dei primari interessi, se non Il primario interesse della società civile.

 

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