Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo

Il 2 aprile si celebra l’ VIII Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, sancita nel 2007 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione di cittadini, professionisti e istituzioni sui disturbi dello spettro autistico e sull’impatto che queste problematiche hanno sulla vita dei soggetti che ne sono affetti e sulle loro famiglie.
Ne parlano la dott.sa Giovanna Pontiggia Segretaria dell’Ordine degli Psicologi della Puglia e la dott.sa Paola Annese coordinatrice della Commissione Riabilitazione Neuropsicologica e Psicologica del Ciclo di Vita. “La necessità di sensibilizzazione su questo tema nasce dalla constatazione del sempre maggiore impegno richiesto alle istituzioni per poter rispondere ai bisogni delle persone con questo tipo di disabilità nell’intero arco di vita. È indispensabile – affermano le due psicologhe – creare maggiori sinergie nei percorsi di diagnosi, presa in carico e intervento tra il servizio sanitario, le scuole, le associazioni che operano nel sociale e il privato, per non incorrere in una frammentazione degli interventi con una conseguente diminuzione della loro efficacia”.
La ricerca nel settore dimostra l’importanza dell’intervento precoce per favorire lo sviluppo di abilità e competenze. “Risulta necessario – dicono Pontiggia e Annese – un maggiore investimento nei servizi destinati ai bambini in età prescolare e scolare, ma non per questo si può non allargare lo sguardo all’intero arco di vita, in particolare ai passaggi dall’infanzia all’adolescenza e dall’adolescenza all’età adulta che rappresentano momenti cruciali per la presa in carico, con l’obiettivo di non disperdere il capitale abilitativo conquistato nelle fasi precoci della vita”.
Purtroppo ad oggi la coerenza degli interventi e la loro continuità sono nella maggior parte dei casi a carico delle famiglie, un carico che tocca aspetti sociali, psicologici ed economici.
“Questa giornata – proseguono le psicologhe Pontiggia e Annese – richiama anche la figura dello psicologo, quale componente dell’équipe multiprofessionale e multidisciplinare necessaria per la presa in carico delle persone con disturbo dello spettro autistico, all’impegno di verificare la scientificità e l’appropriatezza degli interventi da attuare, ad aggiornarsi costantemente sui risultati della ricerca circa l’efficacia dei trattamenti, a personalizzare l’intervento sulla base delle caratteristiche e dei bisogni individuali, ad informare correttamente le famiglie e sostenerle e, soprattutto, a rispettare sempre la dignità e i diritti delle persone che si hanno in carico”.
Enzo de Gennaro
1 Aprile 2015

 

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