Giornata Mondiale del Servizio Sociale

L’Ordine degli Assistenti Sociali della Puglia racconta le esperienze professionali dei colleghi in un ciclo di videoclip che sarà online a partire da martedì 17 marzo, in coincidenza con la Giornata Mondiale del Servizio Sociale. L’iniziativa matura dalla necessità di esporre il vero volto del lavoro svolto dal Servizio Sociale Professionale, quello meno noto, quello che non crea audience, che ai mass media non interessa perché fatto di storie positive, di percorsi condivisi nei quali utenti ed operatori tracciano insieme la strada di una soluzione. Le pagine di cronaca si alimentano invece di vicende in negativo nelle quali prevale la drammaticità degli eventi e l’intervento dei Servizi Sociali è ricondotto alla sola finalità di allontanare i minori dalle famiglie in difficoltà. La verità è che queste operazioni rientrano tra i casi limite, predisposti dal Tribunale dei Minori quando non è più possibile sperimentare un processo di aiuto collaborativo e di recupero con i genitori.
I video-racconti mostrano la quotidianità di un lavoro che non ha solo funzione di controllo e di separazioni drammatiche, ma che è strutturato come un percorso di aiuto che consente alle persone di raggiungere traguardi positivi, di sviluppare processi evolutivi per se stessi e per la famiglia. Mettono in luce il vero compito degli Assistenti Sociali: favorire l’autodeterminazione delle persone attraverso una diversa chiave di lettura del bisogno e delle risorse, formali ed informali, per poter riemergere, scrivendo una pagina diversa della propria esistenza, nella quale personalità e dignità siano valorizzate e rispettate. La tutela dei diritti fondamentali dell’uomo è una prerogativa del Servizio Sociale. Salute, benessere, casa, lavoro non sono concetti astratti. Sono le componenti di una vita serena che devono essere garantite a tutti.
È questo che i servizi sociali fanno: creare i presupposti per il rispetto dei diritti dell’Uomo. Sono queste le storie che si vogliono raccontare: di riabilitazione delle identità, di altre vite possibili fuori dal disagio, di dignità ritrovate e personalità libere di esprimersi.
Storie che non leggeremo sui giornali, che non vedremo in tv, che restituiscono al Servizio Sociale il suo ruolo di promotore del benessere, che smontano il pregiudizio che questa professione ha immeritatamente accumulato negli anni molto spesso in nome dei dati di ascolto.
16 marzo  2015

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