Gennaro Vaino, direttore della Scuola Calcio Internapoli, analizza il calcio italiano

NAPOLI (Achille Talarico) – “Ragazzi fortissimi, ma caratterialmente deboli: ecco perché da queste parti i giovani calciatori fanncampania, calcio, sport, napoli, culturiachannel, o più fatica ad emergere”. Un’attenta analisi sul momento particolare che vive il calcio in Italia arriva da uno dei massimi esperti di settori giovanili in Campania: Gennaro Vaino, direttore della Scuola Calcio Internapoli che ogni anno sforna decine di talenti che accrescono la pattuglia dei calciatori di prospettiva nelle giovanili delle squadre professionistiche di tutta Italia. “Creare i futuri professionisti del gioco del calcio è uno dei nostri obiettivi – spiega Vaino – ed anche per la stagione 2015-2016 puntiamo a migliorarci. La nostra filosofia, però, mette al centro del progetto non solo il calciatore, ma anche il ragazzo in sé: noi non vogliamo formare solo giocatori di pallone che calcheranno prestigiosi campi in Italia ed in Europa, ma soprattutto uomini. Qui il calcio è prima di tutto un insegnamento per la vita, un divertimento che deve mettere in condizione i ragazzi di socializzare e a saper stare con gli altri con rispetto, educazione e partecipazione” Una duplice finalità, dunque: accanto all’aspetto sportivo si affianca anche quello sociale. “Lo riteniamo fondamentale – aggiunge – soprattutto per quei ragazzi che ci vengono segnalati come soggetti a rischio: lavoriamo moltissimo con le scuole e diamo a tutti la possibilità di provarci seguendo gli allenamenti dei nostri istruttori qualificati, attraverso iniziative come gli ‘Open Day’ ”. Il prossimo è in programma a inizio ottobre: la struttura di riferimento è tra quelle all’avanguardia in Campania: il complesso ‘Kennedy’ che ospita abitualmente anche le amichevoli dell’Internapoli con i pari età del calcio Napoli: “Collaboriamo molto con loro – sottolinea il direttore – e pensare che quest’anno non gli abbiamo potuto dare 7-8 elementi perché già promessi ad altre squadre”. Tra questi un ’99, Zito, accasatosi alla Reggiana e due 2001 – De Stefano e De Caro – andati rispettivamente a Palermo e Sampdoria. “Sono le strutture a fare la differenza – spiega Vaino analizzando la situazione non proprio felice del calcio in Italia – noi per fortuna al ‘Kennedy’ siamo messi benissimo, avendo anche dei pulmini che fanno il giro della città per prendere i ragazzi (dai ’98 della Juniores Regionale ai 2011). A Napoli ed in Campania ritengo che ci siano i migliori ragazzi d’Italia, ma spesso sono penalizzati dagli stessi genitori, spesso ‘straconvinti’, fortissimi sì ma caratterialmente non adatti a proseguire a certi livelli. Ciò, ahimè, rispecchia la nostra realtà sociale”.
6 settembre 2015

Scrivi un commento

L'e-mail non sarà pubblicata. I campi contrassegnati sono obbligatori. *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *