DEPURATORE NARDÒ, SODDISFAZIONE DI CASILI (M5S): “ORA SI PROCEDA IN FRETTA CON LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE”

L’annosa questione del depuratore di Nardó e Porto Cesareo è finalmente giunta all’epilogo. Esprime soddisfazione il consigliere salentino M5S Cristian Casili che ora schiaccia l’acceleratore: “Il tavolo tecnico a cui ho partecipato ieri in Regione ha confermato la linea che sostengo da tempo, frutto di condivisione con i comitati e i cittadini che hanno sempre osteggiato il ricorso alle condotte sottomarine. La nostra comunità, e quella cesarina, da anni chiedono di avere una infrastruttura fognaria e un sistema di depurazione di alto livello tecnologico che tuteli il nostro ambiente costiero e il mare. Nei prossimi giorni chiederò a tutti gli enti coinvolti (Regione, Acquedotto e Autorità Idrica) di tracciare un cronoprogramma degli interventi da cantierizzare iniziando dal potenziamento dei due depuratori e dall’infrastrutturazione della rete fognaria previa definizione degli aspetti legati al recupero dei reflui per i quali si richiede uno studio geologico e idraulico da effettuarsi a stretto giro.”
Passare dunque dalle parole ai fatti, questo il monito del consigliere cinquestelle vicepresidente della commissione Ambiente, al fine di sanare in tempi brevi la drammatica situazione igienico sanitaria in cui versano le marine di S. Isidoro, Santa Caterina, Santa Maria al Bagno e Torre Squillace, e tutto l’abitato cesarino che oggi poggia su un suolo completamente imbevuto di reflui fognari.  
Un approccio teso al potenziamento tecnologico del depuratore di Nardò, con l’obiettivo di raggiungere il massimo grado di depurazione (TAB. 4) e affinamento secondo i limiti prefissati dal D.M. 185/2003.  
Il refluo così affinato – spiega Casili – verrà riutilizzato in agricoltura e, previo nulla osta del Ministero, potremmo finalmente pensare di contrastare il pericoloso fenomeno di salinizzazione attraverso sistemi di immissione su suolo non saturo e ripascimento delle falde. Il riuso irriguo, già adottato da tempo sul territorio nazionale, apporterà peraltro notevoli benefici indiretti, sia economici che ambientali. Un metro cubo di acqua verrà a costare agli agricoltori, infatti, circa 23 centesimi a fronte degli attuali 45 centesimi, producendo un forte risparmio per i bilanci aziendali; in più si eviterà di stressare le falde con pozzi che molto spesso sono abusivi. È stata inoltre avvalorata la tesi – conclude il consigliere cinquestelle – del recupero dei reflui post affinamento da destinare in bacini di lagunaggio o, dove possibile, in cave dismesse rinaturalizzandole e ricreando zone umide di particolare importanza per la biodiversità e il microclima.”
Alberto Claudio De Giglio
Responsabile Comunicazione M5S Puglia

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