DENUNCIATI UN 35ENNE LECCESE PER RICETTAZIONE E TRE PERSONE DI CUI UNA MINORENNE PER FURTO AGGRAVATO

Lecce. Nella serata di ieri giungeva sul 113 una richiesta di intervento da parte di un cittadino straniero che notiziava di aver bloccato una persona italiana  in circostanze un po’ strane.
Giunti sul posto, gli agenti identificavano un uomo senegalese del 1966, residente a Lecce e titolare di un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Lecce,  il quale riferiva di essere gestore, unitamente alla propria moglie connazionale, di un internet point sito a Lecce, oggetto di due episodi di furti nei giorni passati.
Il richiedente riferiva nello specifico che in occasione dell’ultimo furto erano state rubate, tra le altre cose, anche nr. 50 ricariche telefoniche  “Lyca mobile” del valore di 5 euro cadauna.
L’uomo riferiva agli agenti  che era stato contattato da un connazionale, peraltro rivenditore delle predette schede telefoniche, il quale lo avvertiva che nei pressi della stazione, dove lui si trovava, alcuni individui stavano cercando di rivendere delle ricariche telefoniche “Lyca”  ad un prezzo diverso da quello imposto, in particolare tre ricariche da 5 euro cadauno ad un prezzo di 10 euro.
Insospettiti da tale segnalazione e ritenendo possibile che tale vendita riguardasse ricariche oggetto del furto subito, i due senegalesi osservavano i movimenti degli individui, risalendo così alla individuazione di un cittadino italiano indossante una giacca di colore rosso e di un cittadino marocchino.
I due senegalesi, dopo un periodo di osservazione, decidevano di avvicinarsi all’uomo marocchino e così facendo, fingendo di essere interessati all’acquisto fraudolento, si rendevano conto che la serie numerica riportata sulle schede telefoniche coincideva perfettamente con quella asportata nei giorni precedenti.
Dopo alcuni momenti di concitazione, i senegalesi chiedevano l’intervento della volante che, giunta sul posto, riscontrava solo la presenza del cittadino italiano, un 35 enne di San Cesario,  già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, che, nonostante i primi tentativi di dichiararsi estraneo ai fatti, successivamente ammetteva di essere in possesso di tutto il materiale rinvenuto dagli agenti all’interna della giacca di colore rosso e nei pressi di una siepe, senza però saper giustificare la provenienza dello stesso materiale.
Dai riscontri cartacei emergeva chiaramente la responsabilità penale del leccese che, pertanto, veniva denunciato per il reato di ricettazione.

 

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